di Massimo Viglione
L’antemurale – così era chiamata l’Ungheria per la sua eroica resistenza agli Ottomani – è caduto.

L’ultima speranza di resistenza al “Moloch” brusselllese è venuta meno. L’ultimo barlume di buon senso e libertà è stato sostituito. L’Europa è completamente schiava degli inferi globalisti. E a Bruxelles i topi festeggiano. E a Kiev la salamandra esulta.
La liberal-democrazia (…sì ma con i brogli la democrazia può andare a farsi benedire… nota di conoscenzealconfine) ha ancora una volta compiuto il suo ruolo, dimostrando il livello intellettivo delle masse schiave. Come da poco accaduto in Italia. La notte più oscura è ormai sopra l’Europa.
E ieri Zelenski era a Roma, a ottenere, fra i soliti disgutosi abbracci e baci del caporale Meloni, altri nostri soldi e armi.
La notte più cupa domina sul continente che ha dato la luce della civiltà al mondo. Ma in questa vita nulla è mai definitivo. Nessuna notte sarà eterna. Spetta a noi fare segnali di luce per chi verrà.
Siamo come il gancio fra la memoria della luce che fu, e quella che dovrà tornare. È il senso della vita dei pochi che sanno e capiscono in questi giorni di tenebre. E non si arrendono.
La Speranza è la grande virtù della nostra epoca. Perché “c’è sempre speranza” (Tolkien) per chi ha fede e vede tutto ciò che accade alla luce del lotta fra il male e il Bene.
Più profonda è la notte, più vicina è l’alba.
Orban ha commesso l’errore di essere vicino a Netanyahu. Errore fatale, anzitutto a livello metastorico. Che sia di insegnamento a chi verrà al servizio della Luce del mondo. Che non ammette compromessi con le tenebre.
Articolo di Massimo Viglione
Fonte: https://t.me/Amici_dei_Triarii


































