Il Dipartimento di Giustizia Usa ha chiesto al Governo britannico di interrogare il Principe Andrea

di Luigi Ippolito

Il Dipartimento di Giustizia Usa ha chiesto ufficialmente al Governo Britannico di consegnare il Principe Andrea per interrogarlo sul caso Epstein. È la prima volta assoluta: mai un membro della Famiglia Reale era stato incluso in un’indagine criminale. Cosa farà Boris? Formalmente Andrea non gode di immunità…

Caso Epstein: un video con il principe Andrea

La giustizia americana dà la caccia al principe Andrea. Gli inquirenti Usa hanno chiesto ufficialmente al governo britannico di consegnare il figlio della regina Elisabetta per poterlo interrogare in relazione al caso Epstein, il magnate pedofilo del quale il principe era amico stretto. È una svolta senza precedenti: mai una magistratura, per di più straniera, aveva incluso un membro della famiglia reale in un’indagine criminale.

Il Sun, il principale tabloid inglese, ha appreso che il Dipartimento di Giustizia americano ha inviato una richiesta di “mutua assistenza legale” al ministero dell’Interno britannico, scavalcando Buckingham Palace: è una procedura che viene usata in casi criminali e si basa su un trattato del 1994 fra i due Paesi.

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È una mossa che mette il governo di Londra in una posizione difficile e che non viene certo intrapresa alla leggera: ma probabilmente gli americani si sono decisi a compiere questo passo di fronte al rifiuto di Andrea di collaborare. Se i britannici dovessero acconsentire, si aprirebbero due strade: Andrea potrebbe essere interrogato e firmare una dichiarazione, ma non sotto giuramento; oppure, il principe potrebbe essere costretto a comparire di fronte a un tribunale per fornire una testimonianza giurata.

IL PRINCIPE ANDREA DOPO LO SCANDALO EPSTEIN

A differenza della regina, Andrea non gode di immunità, anche se potrebbe avvalersi del diritto di non rispondere per evitare una auto-incriminazione: ma gli esperti legali avvertono che un simile atteggiamento potrebbe ritorcersi contro di lui. Già lo scorso gennaio il procuratore americano che indaga sul caso Epstein, aveva denunciato la “cooperazione zero” fornita dal principe; e due mesi dopo aveva avvertito che il suo ufficio stava “considerando tutte le opzioni”.

Andrea è stato accusato da una delle vittime di Jeffrey Epstein, Virginia Roberts, oggi 36enne, di aver fatto sesso con lei in più occasioni quando la ragazza era ancora minorenne. Il principe nega di averla mai conosciuta, ma è un fatto che Andrea fosse in stretti rapporti con Epstein, che aveva organizzato un giro internazionale di ragazzine che offriva in pasto ai suoi sodali. La stessa Virginia ha raccontato di essere stata costretta a partecipare a un’orgia con altre otto ragazze e il principe Andrea.

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Lo scorso novembre il figlio di Elisabetta aveva provato a mettersi alle spalle lo scandalo concedendo un’intervista alla Bbc, ma la decisione si era rivelata un boomerang disastroso: come conseguenza, era stato costretto a dimettersi da tutti gli impegni reali. Andrea ha ammesso di aver stretto amicizia con Epstein fin dal 1999: i due si sono incontrati almeno dieci volte e il principe è stato ospite del magnate a New York, a Palm Beach e sulla sua isola privata alle Virgin Islands (quella dove venivano organizzati i festini con le minorenni). Epstein, che era stato poi incarcerato per traffico di minori, venne trovato morto nella sua cella a New York, ufficialmente suicida, lo scorso agosto.

Fonte originale: www.corriere.it

Articolo di Luigi Ippolito

Fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/casino-royal-ndash-dipartimento-giustizia-usa-ha-chiesto-238769.htm

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