Il CDC classifica le persone decedute entro 14 giorni dalla vaccinazione come “non vaccinate”

Un nuovo studio dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie  (CDC) viene utilizzato dai media tradizionali per indurre gli americani a ricevere i vaccini contro il Covid.

Yahoo Finance ha pubblicato un articolo dal titolo: “I residenti di Los Angeles non vaccinati avevano 29 volte più probabilità di essere ricoverati in ospedale con COVID-19: studio CDC”. Citando il rapporto settimanale sulla morbilità e la mortalità della contea di Los Angeles pubblicato martedì, anche i notiziari locali hanno promosso l’affermazione secondo cui “i residenti non vaccinati della contea di Los Angeles hanno 5 volte più probabilità di contrarre il COVID, 29 volte più probabilità di essere ricoverati in ospedale”.

Guardando uno screenshot rilasciato dal CDC, si possono osservare le definizioni di ciò che considerano “completamente vaccinato”, “parzialmente vaccinato” o “non vaccinato”. Secondo il grafico “nella categoria ‘non vaccinati’ sono compresi anche coloro che hanno ricevuto da meno di 14 giorni la prima dose di 2, o la prima dose del vaccino a dose singola, o coloro di cui non sono disponibili dati nel registro delle vaccinazioni”.

Ciò significa che se qualcuno è stato ricoverato in ospedale, o peggio… ricoverato in terapia intensiva, o hanno applicato la ventilazione meccanica, o addirittura è morto entro due settimane dalla vaccinazione, costui viene catalogato come “non vaccinato”.

Sfortunatamente, poiché i dati non sono abbastanza specifici, non sappiamo quante persone veramente non vaccinate siano state ricoverate in ospedale o siano morte di Covid nella contea di Los Angeles, da maggio a fine luglio.

L’intero rapporto dunque può sostanzialmente essere gettato nella spazzatura grazie all’inclusione dei “vaccinati di recente” nella categoria dei “non vaccinati”.

Questi dati intenzionalmente fuorvianti vengono ora utilizzati per violare i diritti del popolo in tutti gli Stati Uniti, mentre gli obblighi di vaccinazione e i passaporti vaccinali vengono implementati a livello nazionale.

Qualcosa di analogo nella sostanza anche se diverso nella metodologia sta accadendo anche in Italia, dove i vaccinati ricoverati e positivi vengono spostati in reparti non covid. In questo modo appare che tutti coloro che vengono ricoverati sono “non vaccinati”, alterando così totalmente le statistiche (ndr).

Fonte originale: https://www.globalresearch.ca/trust-science-cdc-counts-people-dying-within-14-days-jab-unvaccinated/5754065

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://www.databaseitalia.it/il-cdc-classifica-le-persone-decedute-entro-i-14-giorni-dalla-vaccinazione-come-non-vaccinate-come-mai/

Libri e varie...
MEDICINA PREVENTIVA E VACCINAZIONI
Il tema vaccinazioni, atto consapevole
di Giancarlo Buccheri

Medicina Preventiva e Vaccinazioni

Il tema vaccinazioni, atto consapevole

di Giancarlo Buccheri

Un’autentica medicina preventiva, che tenga conto della realtà spirituale dell’uomo, non può che fondarsi su valori di tal genere: coraggio nel voler conoscere l’ignoto, fiducia negli incontri di destino e consapevolezza della propria dignità umana.

Prefazione

Il tema vaccinazioni è un tema conoscitivo e giuridico, oltre ad essere un atto medico.

Qui si tocca un elemento molto importante, che è quello della corporeità umana.

Come addentrarsi in questo tema rispettando la peculiarità tipicamente umana di essere ognuno un singolo individuo e contemporaneamente un’entità sociale inserita in un contesto preciso e comunicante con altri contesti? Quando si fanno studi in laboratorio le condizioni sono definite da parametri normati. In vivo la situazione cambia.

Si potrebbe riflettere sulla valenza concreta degli studi clinici, che non vuol significare disconoscerne il valore e i risultati ma, di nuovo, contestualizzare.

Questo porterebbe ora lontano; così come molti sarebbero i temi da approfondire, a partire da quello della diffusione delle malattie croniche, di cui il mondo cosiddetto occidentale oggi soffre in modo crescente, in relazione a come si trasformano le malattie acute infettive e contagiose.

Si può però proseguire di un passo accennando a una caratteristica della medicina, che riflette nella sperimentazione e nella qualità dell’indirizzo terapeutico l’impostazione di pensiero e le realizzazioni della società umana in un particolare periodo della civiltà, oggi quella post-materialistica, che necessita di risparmio in ambito economico e delle forze umane e che lavora sui grandi numeri e con provvedimenti tecnici, meccanico-informatici.

Non la si vuole negare opponendosi all’evidenza concreta ma si vorrebbe integrare un apporto fatto di iniziali semi di rinnovamento che portano con sé certo caos, ingenuità, confusione, dilettantismo e anche quanto si può inserire là dove fanno breccia movimenti retrogradi. Non per questo la dignità e la libertà umane devono essere sacrificate per paura.

Perché nasca il nuovo, cioè si prosegua in senso evolutivo il cammino come società umana, il momento di caotizzazione, mantenuto in sani ambiti, è fisiologico. Se il tema oggi è quello dei servizi sociali e di una medicina che garantisca la salute in modo orizzontale, d’altra parte l’allarme di una massificazione delle cure viene da temi oggi attuali quali, per esempio, l’antibiotico resistenza e l’abuso del consumo dei medicinali più in generale.

Le malattie cambiano così come l’uomo evolve. Anche i metodi di cura vanno incontro a innovazioni, legate a questi cambiamenti che si verificano nel tempo. Qualità della salute, manifestazioni di malattia ed indirizzo di terapia sono inoltre caratterizzati dalle condizioni sociali, intendendo con questo soprattutto lo stile di vita; i valori della società in cui si è inseriti; con i provvedimenti e le azioni che ne derivano, oltre che il tenore di vita economico.

Il rispetto della singola individualità, con la sua biografia e il rispetto del contesto sociale, portano a porre singole riflessioni concrete: se una malattia, il morbillo, è cambiata negli anni divenendo più grave per le sue complicanze e spostandosi o allargando la fascia di età, anche per l’intervento vaccinale; se la scarlattina è mutata alleggerendosi nelle manifestazioni cliniche, per l’intervento degli antibiotici e la facilità di diagnosi del batterio che la causa; se il profilo di altre malattie contagiose è cambiato, dovremmo avere la possibilità come medici e come pazienti di poter curare e prevenire secondo un modello (linee guida raccomandate) e contemporaneamente in modo adatto alla situazione contingente.

Chi può rispettare, e vuole liberamente e consapevolmente affrontare l’evenienza di una malattia, osservando tempi adatti di decorso; riposo a letto che prevede la posizione supina; dieta adeguata ad alleggerire il lavoro metabolico; terapie integrate consone, dovrebbe poterlo fare.

Così come chi invece ha necessità di prendere immediatamente un antipiretico o un antibiotico, a seconda della adatta prescrizione; non vuole o non può rispettare tempi di malattia e di convalescenza di una tera pia integrata, ha il diritto alle cure del caso e il dovere di applicare un’azione preventiva, anche vaccinale.

Giancarlo Buccheri

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