I Vaccini sono la Malattia: tutta Israele in Ospedale con la Quarta Dose!

di ilsimplicissimus

Israele, il Paese guida delle vaccinazioni, adesso ha gli ospedali sovraccarichi come non mai…

Quello che è stato il Paese guida delle vaccinazioni, quello che ha fatto le due prime dosi a tempo di record, poi visto che i contagi continuavano, è passato in maniera massiccia alla terza dose e poi alla quarta, visto che il booster era insufficiente: adesso ha gli ospedali sovraccarichi come non mai, nonostante la variante omicron sia assolutamente mite; e dal momento che medici e infermieri sono essi stessi contagiati, i pazienti sono abbandonati a sé stessi.

A questo punto le chiacchiere stanno a zero e un fenomeno simile non può essere spiegato se non con l’ipotesi più volte formulata che la vaccinazione stessa, assolutamente inutile contro le varianti anche ammesso che fosse utile con il virus originario (mai isolato peraltro… -ndr), deprime il sistema immunitario rendendolo più debole rispetto a tutti gli agenti patogeni. Senza parlare della marea di reazioni avverse e di decessi che sono stati ostinatamente negati in nome del profitto, ma anche in nome di un tentativo autoritario da parte di oligarchie che hanno invaso come tarli le varie democrazie traballanti.

Ed è solo in questa prospettiva folle se non criminale, che si può comprendere il ricatto vaccinale di molti governi, dal momento che ormai molte voci autorevoli si alzano contro le vaccinazioni di massa. Per restare in Israele, due settimane fa il professor Ehud Qimron, capo del dipartimento di microbiologia e immunologia dell’Università di Tel Aviv, uno dei principali immunologi israeliani ha detto: Con due anni di ritardo, vi rendete finalmente conto che un virus respiratorio non può essere sconfitto e che qualsiasi tentativo del genere è destinato a fallire. Non lo si è ammesso, perché negli ultimi due anni non si è ammesso quasi nessun errore, ma in retrospettiva è chiaro che avete fallito miseramente in quasi tutte le vostre azioni e persino i media stanno facendo fatica a coprire la vergogna“.

La situazione è chiarissima: un anno fa i preparati a mRna, impropriamente e abusivamente chiamati vaccini dovevano immunizzare completamente le persone e impedire la diffusione del virus e in virtù di questa supposta capacità salvifica si erano proibite le cure; poi si è visto che al contrario di quanto si era affermato, i vaccinati diffondevano il virus e si contagiavano a loro volta per cui la parola d’ordine è cambiata: i vaccini non fermano il contagio, ma salvano da corsi gravi della malattia e dall’ospedalizzazione; poi nemmeno questo è stato più vero e allora si è detto che quanto meno i vaccini salvavano dalla morte: ma nemmeno questo è più vero e anzi parrebbe l’esatto contrario. Adesso è chiaro che i vaccini sono la continuazione artificiale del covid, ammesso ovviamente che il virus della malattia non sia esso stesso artificiale.

È evidente che se si volesse essere onesti e umani, qualità quasi impossibili da riscontrare attualmente, l’unica cosa che si dovrebbe fare in questo momento è sospendere tutte le vaccinazioni e dare inizio a una approfondita revisione senza censure di tutto ciò che si è fatto in questi due anni, esclusivamente sulla base di informazioni provenienti da Big Pharma e in particolare dagli stressi produttori dei preparati sperimentali a mRna, o da speculatori paralleli come i fabbricatori di mascherine, mentre ogni voce indipendente è stata soffocata.

Tanto più che è possibile individuare gravi lacune e omissioni, parecchio oltre il confine della truffa scientifica negli studi clinici presentati per ottenere l’approvazione di emergenza da burocrazie sanitarie che invece di difendere i cittadini difendono a spada tratta le proprie mazzette. Continuando con le vaccinazioni le infezioni di ogni tipo, le sindromi autoimmuni, i disturbi cardiocircolatori e altre patologie sono destinate a crescere e a riempire gli ospedali: l’emergenza covid è in realtà l’emergenza vaccinazioni.

Tutto questo avrebbe dovuto essere fatto già nella primavera del marzo scorso di fronte a un numero di reazioni avverse (nascoste negli studi di Pfizer) assolutamente abnormi e pari a quelle causate da tutti i vaccini messi assieme in trent’anni. Ma non lo si è fatto e si proceduto, contro ogni razionalità e contro ogni prudenza, verso il vero obiettivo di tutto questo, ovvero il green pass, uno strumento di controllo e di discriminazione, introdotto con la mistificazione pandemica, ma già pianificato dalle oligarchie e che potrà essere usato per qualsiasi motivo o scopo.

Articolo di ilsimplicissimus

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/03/i-vaccini-sono-la-malattia-tutta-israele-in-ospedale-con-la-quarta-dose/

LA GLOBALIZZAZIONE DELLA NATO
Guerre imperialiste e globalizzazioni armate
di Mahdi Darius Nazemroaya

La Globalizzazione della Nato

Guerre imperialiste e globalizzazioni armate

di Mahdi Darius Nazemroaya

"Questo libro è obbligatorio da leggere per coloro che si sono impegnati a invertire la rotta della guerra e della conquista imperialista da parte della più imponente macchina bellica del mondo" Michel Chossudovsky - Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione

Originata dalla Guerra Fredda, l’esistenza della North Atlantic Treaty Organization era giustificata quale argine di difesa nei confronti di ogni minaccia sovietica nei confronti dell’Europa Occidentale.

Tale ragion d’essere è da lungo tempo svanita con il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Nonostante ciò la NATO ha continuato a espandersi senza sosta proprio verso Est, in direzione del suo antico nemico.

La Jugoslavia in particolare ha costituito un punto di svolta per l’Alleanza Atlantica e il suo mandato. L’organizzazione ha mutato il proprio quadro strategico da difensivo in offensivo sotto il pretesto dell’umanitarismo.

Proprio partendo dalla Jugoslavia la NATO ha intrapreso il proprio cammino verso la globalizzazione, andando a interessare un’area di operazioni più estesa al di fuori del continente europeo.

Assurta via via sempre più a simbolo del militarismo statunitense e della diplomazia dei missili, la NATO ha agito come braccio del Pentagono ed è stata dislocata nelle zone di combattimento dove sono stati impegnati gli Stati Uniti e i loro alleati.

Dov’è finito l’originario scopo difensivo per cui la NATO è stata creata?
Quali sono i progetti occulti che sottendono a questa organizzazione?

Scopri la Globalizzazione della Nato,
tra Guerra imperialista e colonizzazione armata

Indice

Ringraziamenti

Prefazione. Le avvertenze di un consigliere del Segretario generale dell'ONU, di Denis J. Halliday

1 Uno sguardo d'insieme sull'espansionismo della NATO: prometeismo?
2 L'UE, l'espansionismo della NATO e il Partenariato per la Pace
3 La Jugoslavia e la reinvenzione della NATO
4 La NATO in Afghanistan
5 Il Dialogo Mediterraneo (DM) della NATO
6 La NATO nel Golfo Persico. L'Iniziativa per la sicurezza nel Golfo
7 La penetrazione nello spazio postsovietico
8 La NATO e gli alti mari. Il controllo delle rotte marittime strategiche
9 Il progetto dello scudo missilistico globale
10 La NATO e l'Africa
11 La militarizzazione del Giappone e dell'Asia-Pacifico
12 L'avanzata nel cuore dell'Eurasia: l'accerchiamento di Russia, Cina e Iran
13 Le controalleanze eurasiatiche
14 La NATO e il Levante: Libano e Siria
15 L'America e la NATO rapportati con Roma e gli alleati peninsulari
16 Militarizzazione globale: alle porte della terza guerra mondiale?

Note
Appendice. La strada per Mosca passa da Kiev

Fonti delle Illustrazioni

La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"

La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.

Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.

Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.

In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.

Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.

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