I Negazionisti e… i Creduloni

di Marco Bassani

Il termine “Negazionismo” e tutti i suoi derivati nascono in un contesto molto specifico e dovrebbero essere usati con grande cautela.

Convegno "negazionista"... - Alfio krancic Blog

Già nell’ambito degli studi sull’Olocausto bisogna essere molto attenti a non dare del “negazionista” a uno storico, solo perché sta esprimendo opinioni controverse. Negazionista è solo ed esclusivamente chi nega un accadimento storico preciso, ossia nello specifico lo sterminio degli ebrei ad opera del regime nazista. Poi ognuno la pensi come vuole nei confronti di chi crede che l’Olocausto non sia mai avvenuto.

L’estensione del termine al di fuori dell’Olocausto è però davvero vergognosa e moralmente inaccettabile. Mira a creare un’ortodossia indegna di una comunità di esseri liberi e senzienti e a delineare i paletti di un dibattito sempre più angusto, nel quale il potere diventa inattaccabile.

Lo abbiamo accettato con il clima: chiunque ponesse dubbi sul fatto che l’aumento della temperatura degli ultimi 35 anni fosse causato dall’uomo e/o fosse compito dei governi mondiali smantellare l’apparato produttivo al fine di raffreddare la terra è stato chiamato “negazionista”.

Dal “cambiamento climatico” – vero centro di gravità della “religione green” – il termine si è irradiato ovunque, non di rado accompagnato dall’insulto di “terrapiattista”. Adesso, tuttavia, viene utilizzato direttamente dal governo, nei confronti di chiunque ponga dei dubbi sull’operato delle “autorità” durante la pandemia.

Coloro i quali si bevono tutto ciò che il potere e i suoi manutengoli ammanniscono loro, occorre dirlo con franchezza, non sono affatto negazionisti. Per il “fesso climatico e virologico” esistono molti altri termini: credulone, ingenuo, sprovveduto, sciocco, babbeo, sempliciotto, citrullo, grullo, o più semplicemente i t a l i a n o.

Fonte: https://www.movimentolibertario.com/2020/09/negazionisti-e-babbei/

CONTROLLO MENTALE
di Armen Victorian

Controllo Mentale

di Armen Victorian

Un agghiacciante e documentato resoconto sui metodi di controllo mentale escogitati e sperimentati in particolar modo da Stati Uniti e Unione Sovietica a partire dal termine della Seconda Guerra Mondiale. Milioni di dollari stanziati per lo studio delle tecniche di percezione extra-sensoriale, visione a distanza, psicocinesi, telepatia, lavaggio del cervello, nonché degli effetti di LSD ed altre droghe; applicazioni sperimentate su cavie umane spesso inconsapevoli, nel contesto della ricerca di nuove forme di 'armi non-letali'.

La battaglia per il controllo della mente umana può rivelarsi una faccenda assai sporca. Da decenni i servizi segreti sono alla ricerca di nuovi sistemi per controllare il modo in cui le persone pensano ed agiscono - e per fiaccare la loro determinazione ad opporre resistenza.
Controllo mentale rivela inquietanti prove che il mondo dell'intelligence preferirebbe restassero ignote. Denuncia un'ampia gamma di esperimenti assai discutibili, condotti dalla CIA e da altre agenzie, alla ricerca di nuove forme di 'armi non-letali'.
Migliaia di 'cavie' sono state sfruttate e danneggiate, tanto sotto il profilo fisico quanto sotto quello mentale, senza il loro consenso. Fra queste si annoverano degenti ospedalieri, donne gravide, alunni delle scuole, prigionieri e veterani militari.
Controllo mentale rivela il modo in cui, dopo aver scoperto che la Russia eseguiva ricerche in ambito parapsicologico per missioni coperte, il Pentagono è rimasto ammaliato dalle tecniche di manipolazione psichica. Stanziamenti per milioni di dollari sono stati destinati ad ambiti quali percezione extrasensoriale, osservazione a distanza, psicocinetica, LSD, telepatia e lavaggio del cervello.
Ricorrendo alla Legge sulla Libertà di Informazione, il Dr. Armen Victorian ha raccolto prove documentali relative a tali programmi. Avulso da teorie cospirative, il suo libro è il primo ad esplorare in profondità il torbido e segreto mondo del controllo mentale.

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