Generazione Antidolorifica

Una pubblicità televisiva su tre ha, ormai, come argomento l’uso di medicinali, generalmente antidolorifici (rigorosamente “a tripla azione”), sottoforma di polveri, pasticche o cerotti. Sembrerebbe davvero che il pubblico televisivo, composto perlopiù da ultrasessantenni, faccia uso intensivo di tali medicamenti.

Il dolore è un’informazione importante del corpo verso la mente e viceversa. Il dolore, quando non sia esso stesso la patologia, è un indicatore di un problema verso il quale occorre porre attenzione. Eliminarne la portata informativa chimicamente, equivale ad oscurare la spia della benzina nell’automobile, senza fare il necessario rifornimento risolutivo.

L’assenza di dolore è una priorità nella nostra fase calante della società. Assenza dello scorrere del tempo, assenza di problemi e quindi di dolore. La società degli uomini vorrebbe trascorrere il proprio tempo vitale in una bolla spazio temporale sospesa, in un continuum sempre uguale a se stesso, in una torre d’avorio ben isolata dall’esterno in cui oziare, come gli dei olimpici.

La tecnologia d’accatto, quella che ci elargiscono a pagamento, aumenta il grado di comfort, spegnendo sensazioni naturali e sostituendole con quelle artificiali. In questo contesto, il dolore è un’insopportabile ingerenza. Occorre deambulare con un sorriso ebetoide stampato in volto, sciorinando la nostra dentatura ceramica con un certo orgoglio, quello proprio di un popolo altamente civilizzato.

Spingere il carrello d’acciaio di un grande supermarket, riempiendolo di beni inutili, beati dalla musichina di sottofondo, dall’aria condizionata ben diffusa e dall’immancabile wi-fi, è una di quelle beatitudini contemporanee che ben si associa con l’uso e l’abuso di antidolorifici. Una smorfia di dolore romperebbe l’incanto…

Fonte: http://offskies.blogspot.com/2019/08/generazione-antidolorifica-e.html

LA MENTE ILLUMINATA
Una guida completa per imparare a meditare alla luce delle neuroscienze
di Culadasa

La Mente Illuminata

Una guida completa per imparare a meditare alla luce delle neuroscienze

di Culadasa

Le neuroscienze e la tradizione del buddhismo si incontrano in un manuale di meditazione dall'approccio rivoluzionario, di facile impiego, completo e dettagliato.

"La Mente Illuminata" di Culadasa, neuroscienziato e maestro di meditazione, è la prima guida completa alla meditazione buddhista scritta per un pubblico occidentale.

Con il suo linguaggio chiaro e ricco di immagini, questo libro offre uno sguardo approfondito su:

  • le tecniche di meditazione;
  • i principi base del buddhismo; 
  • i meccanismi della mente scoperti dalle più recenti ricerche di neurofisiologia.

Se molto è già stato scritto sui benefici della meditazione a livello di benessere emotivo, psicologico e sociale, mancava ancora un approfondimento sul funzionamento della mente e su come addestrarla: questo libro va a colmare proprio quella lacuna.

Tra le sue pagine, scopri un percorso in dieci tappe per guidarti passo dopo passo. La guida è adatta ai praticanti di tutti i livelli, dal principiante assoluto a chi già pratica da decenni. 

Un libro imperdibile se sei insoddisfatto dei tuoi progressi nonostante gli anni di dedizione, o se sei un praticante che, pur sentendo di aver beneficiato concretamente della meditazione, credi che esistano stati di coscienza meditativa molto più profondi, ai quali però non riesci ad accedere. 

Il processo di addestramento mentale descritto ne "La Mente Illuminata" si articola in dieci livelli distinti, di facile identificazione. Trovi di volta in volta spiegazioni e istruzioni esaustive: dai primi passi sul sentiero contemplativo fino alla conduzione di praticante esperto sulla soglia del risveglio.

Culadasa ti accompagna in una profonda esperienza di scoperta di te stesso e di coltivazione della mente.

"Se ve ne concederete il tempo, studiando le idee e mettendole in pratica, supererete difficoltà psicologiche, sperimenterete stati straordinari e imparerete a utilizzare la vostra mente con incredibile perizia. Giungerete a una calma interiore senza precedenti e a una profonda comprensione della realtà ultima, e persino a una sua esperienza diretta".

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