Generazione Antidolorifica

Una pubblicità televisiva su tre ha, ormai, come argomento l’uso di medicinali, generalmente antidolorifici (rigorosamente “a tripla azione”), sottoforma di polveri, pasticche o cerotti. Sembrerebbe davvero che il pubblico televisivo, composto perlopiù da ultrasessantenni, faccia uso intensivo di tali medicamenti.

Il dolore è un’informazione importante del corpo verso la mente e viceversa. Il dolore, quando non sia esso stesso la patologia, è un indicatore di un problema verso il quale occorre porre attenzione. Eliminarne la portata informativa chimicamente, equivale ad oscurare la spia della benzina nell’automobile, senza fare il necessario rifornimento risolutivo.

L’assenza di dolore è una priorità nella nostra fase calante della società. Assenza dello scorrere del tempo, assenza di problemi e quindi di dolore. La società degli uomini vorrebbe trascorrere il proprio tempo vitale in una bolla spazio temporale sospesa, in un continuum sempre uguale a se stesso, in una torre d’avorio ben isolata dall’esterno in cui oziare, come gli dei olimpici.

La tecnologia d’accatto, quella che ci elargiscono a pagamento, aumenta il grado di comfort, spegnendo sensazioni naturali e sostituendole con quelle artificiali. In questo contesto, il dolore è un’insopportabile ingerenza. Occorre deambulare con un sorriso ebetoide stampato in volto, sciorinando la nostra dentatura ceramica con un certo orgoglio, quello proprio di un popolo altamente civilizzato.

Spingere il carrello d’acciaio di un grande supermarket, riempiendolo di beni inutili, beati dalla musichina di sottofondo, dall’aria condizionata ben diffusa e dall’immancabile wi-fi, è una di quelle beatitudini contemporanee che ben si associa con l’uso e l’abuso di antidolorifici. Una smorfia di dolore romperebbe l’incanto…

Fonte: http://offskies.blogspot.com/2019/08/generazione-antidolorifica-e.html

UN CORSO IN MIRACOLI
Edizione unificata e rivista
di Foundation for Inner Peace

Un Corso in Miracoli

Edizione unificata e rivista

di Foundation for Inner Peace

Questa edizione è la sola traduzione italiana autorizzata dalla Foundation for Inner Peace, detentore originario ed attuale del primo copyright internazionale dell'edizione inglese fornita dalla Dr.ssa Helen Schucman, scriba di Un corso in miracoli.

Un'opera che rappresenta una fonte ineguagliabile d'ispirazione per tutti coloro che desiderano cambiare positivamente la propria vita.

Un corso in miracoli è nato grazie all'improvvisa decisione di due persone di unirsi con uno scopo comune. I loro nomi erano Helen Schucman e William Thetford. Erano tutt'altro che spirituali. La relazione tra di loro era difficile e spesso tesa, e la loro preoccupazione era di essere riconosciuti e accettati personalmente e professionalmente, oltre che sul loro status sociale.

Helen racconta:

"Psicologa, educatrice, di idee tradizionaliste, atea, lavoravo in un ambiente altamente accademico e prestigioso. E poi accadde qualcosa che scatenò una serie di eventi che non avrei mai potuto prevedere. […]

La scrittura vera e propria fu preceduta da tre mesi sorprendenti, durante questo periodo Bill mi suggerí di scrivere i sogni altamente simbolici e le descrizioni delle strane immagini che mi arrivavano. Sebbene mi fossi maggiormente abituata all'inaspettato in quel periodo, fui nondimeno molto sorpresa quando scrissi: "Questo è Un corso in miracoli". Quello fu il modo in cui la Voce mi si presentò. Non emetteva alcun suono, ma sembrava darmi una specie di rapida dettatura interiore che scrivevo in un blocco per stenografia. La scrittura non era mai automatica, […] rappresentava una impresa collaborativa tra Bill e me, e molto del suo significato, ne sono sicura, si trova in questo".

Studiata per essere un vero e proprio "programma di insegnamento", quest'opera ha lo scopo di portarci fuori dal mondo della percezione per riconoscere l'unica verità, eterna, immutabile: il mondo che noi vediamo riflette la nostra propria struttura di riferimento interna, le idee, le emozioni e i pensieri.

La percezione è una funzione del corpo e pertanto rappresenta un limite alla consapevolezza. La via d'uscita dalla percezione è la visione cristica che riflette unità invece che separazione, amore invece che paura, forza invece che debolezza.

Il volume intende essere una guida spirituale e un manuale di autoapprendimento per la rivalutazione di noi stessi e del mondo. Il testo è stato udito come una sorta di "dettato interiore", nel corso di un periodo di sette anni, ed è focalizzato sulla "guarigione dei rapporti" in relazione all'esigenza di mutare il modo in cui entriamo in relazione con gli altri.

"Alcune delle idee presentate nel libro di esercizi ti risulteranno difficili da credere, altre potranno sembrarti alquanto sbalorditive. Questo non ha alcuna importanza. Ti viene semplicemente chiesto di applicare le idee secondo le istruzioni date. Non ti si chiede di giudicarle. Ti si chiede solo di usarle. Usandole acquisiranno per te significato e scoprirai che sono vere".

"Nulla di ciò che è reale può essere minacciato. Nulla di irreale esiste. In questo si trova la pace di Dio".

L'opera contiene:

  • prefazione
  • 669 pagine di testo
  • 448 pagine di esercizi per gli studenti (con 365 esercizi, uno per ogni giorno dell'anno)
  • 92 pagine di manuale per gli insegnanti
  • chiarificazione dei termini
  • supplementi
  • ... e molto altro!
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