Freddie Mercury fu il miglior cantante della storia. La sua voce era “anormale”!

Le vibrazioni della voce umana oscillano tra 5,4 Hz e 6,9 Hz… Mercury arrivava a 7,04 Hz.

Sì, sappiamo tutti che Freddie Mercury era unico, irripetibile, straordinario, spettacolare ecc., ma ora tutti questi complimenti hanno un supporto scientifico. Non è più un’opinione soggettiva: il cantante dei Queen è stato il miglior cantante della storia.

Un gruppo di scienziati austriaci, cechi e svedesi ha studiato il vibrato e il tono della voce di Mercury. La ricerca ha determinato che il vibrato (le vibrazioni prodotte dal tremore nervoso nel diaframma e la laringe per rilasciare la nota vocale) vanno normalmente da 5,4 Hz a 6,9 Hz.

Arrivare a 6,9 Hz è già qualcosa di straordinario, una dimostrazione di notevole potenza. È il livello più alto raggiungibile o così si credeva. Si scopre ora che il vibrato di Mercury era 7,04 Hz. Freddie, in sostanza, ha battuto un record assoluto e scientificamente provato.

Sono passati ormai 28 anni dalla sua scomparsa, ma è ancora ricordato, onorato di generazione in generazione, dal pubblico che ha avuto l’onore di vederlo cantare dal vivo, da quelli che hanno apprezzato la sua voce alla radio negli anni ’80, dal pubblico che adora la sua musica malgrado sia nato dopo la sua “partenza”, e dai nuovi fan che traboccano d’amore per Freddie dopo il fenomeno del film “Bohemin Rhapsody”, del 2018.

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://italiafeed.com/la-scienza-ha-scoperto-che-freddie-mercury-fu-il-miglior-cantante-della-storia-la-sua-voce-era-anormale

I CODICI DELLA SAGGEZZA
Parole antiche per riprogrammare il cervello e guarire il cuore
di Gregg Braden

I Codici della Saggezza

Parole antiche per riprogrammare il cervello e guarire il cuore

di Gregg Braden

Scopri gli insegnamenti degli antichi Maestri per riprogrammare il cervello e guarire il cuore.

"I Codici della Saggezza", il nuovo best seller di Gregg Braden, contiene capitoli dedicati alla guarigione dell'anima, al superamento di paure e incertezze e alla conquista del perdono.

La neurolinguistica d'avanguardia incontra l'antica saggezza in una raccolta di parole chiave che letteralmente riprogrammano il nostro cervello.

Le nuove scoperte nel campo della biologia e delle neuroscienze rivelano che le strutture del linguaggio possono effettivamente cambiare il modo in cui i neuroni si connettono nel cervello e nel cuore.

Le parole che pensiamo e diciamo si riflettono sul nostro modo di agire e possono modificare la nostra percezione del mondo e di noi stessi. I nostri antenati l'avevano già intuito migliaia di anni fa. Per questo crearono specifiche formule verbali capaci di offrire forza interiore, codificando potenti parole in preghiere, canti, mantra, inni e testi sacri per tramandarle alle future generazioni.

Gregg Braden, amato insegnante e leader di pensiero, decifra questi codici e ti permette di accedere al potere di quelle parole.

Pensiamo con le parole. Parliamo con le parole. Nel silenzio della mente, ascoltiamo i messaggi verbali dei pensieri inconsci che, secondo le stime scientifiche, si ripetono al ritmo vorticoso di sessantamila, ottantamila volte al giorno.

Ulteriori evidenze indicano che il potere delle parole va ben oltre ciò che le statistiche hanno rivelato in passato. Recenti studi confermano una teoria avanzata per la prima volta agli inizi del Novecento: le parole del linguaggio quotidiano influenzano direttamente la "programmazione" del cervello, determinando come pensiamo e persino cosa siamo capaci di pensare.

La correlazione tra parola e vita ha implicazioni profonde. Sembra infatti che il linguaggio che usiamo - le parole che scegliamo per descrivere noi stessi e condividere pensieri, sensazioni, emozioni e convinzioni - formi l'ossatura del senso di unità o di separazione che viviamo quando pensiamo ai problemi della vita quotidiana e a come risolverli.

La correlazione ormai accertata tra parola e cervello ha aperto le porte a un interrogativo ancora più profondo: è possibile riprogrammare il cervello per scoprire nuovi modi di risolvere i problemi scegliendo specifiche parole per affrontare le sfide della vita? In altri termini, la scelta consapevole di parole e schemi verbali può realmente aiutarci a pensare e a sentire in maniera diversa nei momenti di crisi, di trauma, di perdita e di bisogno?

La risposta breve è sì. La risposta più approfondita è il tema di questo libro.

Con lo stile semplice e diretto che lo contraddistingue, Braden raccoglie in questo volume gli esiti delle sue ricerche mettendoli a tua disposizione per fornirti un pratico strumento di conoscenza che ti supporti nei momenti più complicati della vita.

Ancora oggi, queste parole rassicurano, proteggono e guariscono.

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8 commenti

  1. Dovrebbero studiarne anche altri tipo augusto daolio o Demetrio stratos .. ma anche altri .si Freddie era grande, speciale ma nn era il solo…

    • Grasso Gabriele

      Mercury era unico nella voce,unico nella presenza scenica,unico nella intercomunicazione col pubblico,riconosciuto come tale anche da grandissimi cantanti;questo studio degli Hz non rappresenta che una piccola percentuale nel legame che si stringe tra lui e il pubblico ancora numerosissimi dopo quasi 28 anni dalla scomparsa…Augusto Daolio GRANDISSIMO,Demetrio Stratos “visionario”ma entrambi molto distanti dall’essere così interessanti da essere soggetti di studi di questo genere

  2. Grazie Freddie di esistere ancora nei nostri cuori!!!!! Splendida creatura in tutti i sensi!!!!We love you Forever!!

  3. Lo sapevamo che la voce di Freddie e’ unica e irripetibile se emoziona dopo 28 anni ci deve essere un qualcosa di magico,grazie Freddie ovunque tu sia .by Tiz

  4. Franco Bulsara

    Freddie nn ha BISOGNO DELLE RECENSIONI,, ERA UNICO,, 1A VOCE SUBLIME, NE NASCONO OGNI 1000 ANNI. GRAZIE FREDDY, LA TUA MUSICA VIVRÀ IN ETERNO

    • Ma che significa la migliore voce di sempre? Freddie Mercury, come David Bowie, Lucio Dalla (che ad estensione era incredibile), Roger Waters, Roland Orzabal sono, tra le tante, le migliori voci di sempre per chi le ha amate o le ama. E non c’è studio scientifico che tenga. Se poi volessimo “oggettivare” tale qualità bisognerebbe capire quale parametro adottare e misurarlo in tutti i singers vissuti e viventi. In uno studio di qualche anno fa, Axl Rose risultava essere il cantante con la maggiore estensione in ottave, mentre Mercury era solo undicesimo. Non parliamo poi di Demetrio Stratos che con la voce faceva quello che voleva…

  5. Non c’era bisogno di uno studio scientifico …

  6. Grazie Freddy Mercury per essere stato tra noi anche se per poco….che tu possa essere tra le grazie di Dio Allah o come lo si vuol chiamare.

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