Ecco perché siamo in pieno Segregazionismo

di Davide Lovat

La cosa che più risalta ai miei occhi nell’osservare l’operato del Governo guidato dal cittadino Mario Draghi è la sua impronta chiaramente segregazionista.

Mi spiego bene, perché probabilmente non si sta facendo mente locale sulla deriva antidemocratica e, appunto, fondata sulla discriminazione verso una parte degli esseri umani che è in corso nella Repubblica italiana.

Anche i bambini delle elementari sanno che i tre princìpi morali su cui si fondano le democrazie moderne sono libertà, fraternità e uguaglianza. Anche i ragazzi delle medie sanno che nessun cittadino può venire discriminato, né privato dei suoi diritti umani e civili, se rispetta la legge e la Costituzione vigente. Ebbene, l’introduzione del green pass con le modalità italiane, del tutto diverse da quelle previste in sede europea, accompagnata dalla propaganda che enfatizza lo stato d’emergenza sanitaria, ha violato tutti questi princìpi nel modo che è opportuno descrivere per meglio ragionarci sopra.

Bisogna iniziare dalla violenza verbale consentita nei confronti di chi si avvale della facoltà di non sottoporsi a un trattamento sanitario come l’assunzione consensuale dei preparati medicinali proposti dallo Stato per prevenire la malattia da Covid 19. Queste persone sono state grossolanamente bollate, facendo di tutta l’erba un fascio, con la definizione stigmatizzante di “no vax” e nei loro confronti sono state dette impunemente cose gravissime, impronunciabili verso qualunque altra categoria umana.

Tra le più gravi cito, ma solo come campione di uno sterminato elenco: un virologo spesso presente in tv li ha chiamati “sorci”, un giornalista ha invitato i riders che consegnano il cibo a domicilio “a sputare nelle pietanze dei no vax”, una figura istituzionale della città portuale di Trieste li ha paragonati a “disertori, ovvero traditori che in tempo di guerra andavano messi al muro e fucilati alla schiena”.

Agli ormai pochi che si occupano di politica avendo letto qualcosa di inerente alla materia, potrebbe venire in mente la definizione di “chandala” usata da Nietzsche e poi strumentalizzata dai nazisti per creare concettualmente la categoria razziale degli “untermensch” (subumano).

Chiedo: è falso affermare che il green pass nega a cittadini che rispettano la legge, persone che si avvalgono del loro diritto riconosciuto alla libertà terapeutica, l’accesso a servizi, invece permesso a chi in nome dello stesso diritto compie una scelta diversa? È falso affermare che il diritto al lavoro in condizioni di parità, fondamento della Costituzione, è pregiudicato dall’obbligo di dover dimostrare a proprie spese la propria condizione naturale di essere umano sano?

È dissimile dalla realtà rilevare che mille volte al giorno, in tv e sui giornali, si opera la distinzione fra “vaccinati” e “no vax”, con tanto di percentuali per definire la proporzione dei due gruppi, ovvero gli “obbedienti” e i “dissidenti”, in seno alla cittadinanza? È senza fondamento affermare che si sta parlando e scrivendo di ulteriori misure restrittive verso chi è sprovvisto di green pass, come confinamenti mirati e sospensione di diritti alle cure?

Non sono tutti questi fatti assodati e certi? Simili provvedimenti non rendono forse i destinatari delle restrizioni dei “subumani” – gli “untermensch”, appunto – che per mantenere in parte i propri diritti devono ogni quarantotto ore farsi concedere dallo Stato la patente di “sano” che è invece una condizione naturale dell’uomo? Non si capisce che attribuendo allo Stato questo potere, e riducendo l’essere umano dalla condizione di “sano” a quella di “malato fino a prova contraria”, si distrugge la democrazia governata secondo princìpi filosofici, giuridici e morali, e si istituzionalizza il dominio della tecnica, trasformando lo Stato in una tecnocrazia governata invece secondo parametri arbitrari di tipo sanitario o economico?

Se non si comprende che una tale transizione diventerà irreversibile anche a danno di chi è attualmente obbediente ai parametri momentanei, almeno si provi a riflettere sul significato della parola libertà in rapporto al modo di utilizzare il green pass; su quello della parola uguaglianza paragonando tra loro cittadini parimenti sani e parimenti rispettosi della legge, ma con opinioni diverse in materia sanitaria; per non dire di quello della parola fraternità in presenza di un clima d’odio e di esecrazione perpetua, fomentato contro chi non ritiene vantaggioso, utile o congruo un trattamento sanitario per una malattia che ha un tasso di letalità assai basso, certificato dalle statistiche.

Non entrando nel merito delle valutazioni che stanno a monte delle scelte sanitarie di ciascuno, ma soffermandomi sull’aspetto strettamente politico della vicenda, ribadisco l’allarme per l’uso spregiudicato di uno strumento discriminatorio come il green pass, la preoccupazione per l’intenzione paventata da esponenti del governo Draghi di voler estendere lo stato d’emergenza oltre i termini previsti dalla legge finora in vigore, ma soprattutto denuncio la natura segregazionista e repressiva che l’esecutivo sta palesando anche con i provvedimenti verso le manifestazioni di dissenso, garantite costituzionalmente, perseguite con mezzi gravemente sproporzionati rispetto alla necessità.

Ritengo che non sia necessario aspettare il ripetersi di una tragedia, passo per passo fino all’ultima vittima, per poter evidenziare le analogie con quanto già visto in passato. Credo invece che il passato serva come “vaccino” per generare gli anticorpi contro una nuova aggressione all’umanità da parte del “virus” del totalitarismo.

Prima si interviene a fermare la deriva segregazionista del “gabinetto” comandato dal cittadino Mario Draghi, usando il “vaccino” delle elezioni politiche per riordinare il Parlamento e ristabilire la corretta rappresentanza democratica mutata dagli eventi recenti, prima avremo speranze di uscire da questo incubo autoritario e segregazionista.

Ecco, in questo caso, essere “no vax” può avere elementi di colpevolezza morale assai più gravi di quelli attribuibili a chi non vuole che il suo bambino di sei anni debba sottoporsi a un trattamento sanitario coatto per poter andare a scuola o fare attività ricreative in condizioni di parità con i coetanei.

Articolo di Davide Lovat  – dottore magistrale in Scienze politiche, filosofo del diritto, dottore in Scienze religiose

Fonte: https://www.aldomariavalli.it/2021/11/14/ecco-perche-siamo-in-pieno-segregazionismo/

CINA COVID-19
La Chimera che ha cambiato il mondo
di Joseph Tritto

Cina Covid-19

La Chimera che ha cambiato il mondo

di Joseph Tritto

Una mattina del 10 aprile ho ricevuto un messaggio da un amico di vecchia data nel quale in modo lapidario e chiaro si spiegava che il Virus, che ha cambiato la storia del mondo il Covid 19, non aveva origini naturali… si trattava di una Chimera ricombinante.

È nato un rapporto, una serie di telefonate interminabili con un uomo che mi raccontava particolari e storie che dopo pochi giorni trovavano conferma nelle più autorevoli testate internazionali – il Daily mail, l’Washington post, Il Times, la BBC, la CNN –, informazioni sostenute da un ampia documentazione da ricerche e un ampia bibliografia.

Mi parlava di un mondo, quello dei virus che è oggetto di attenzioni sempre più morbose da parte delle super potenze, mi parlava dell’origine del Covid 19, mi parlava di come l’emergenza nel nostro paese sia stata affrontata in modo superficiale, mi parlava di protocolli e strategie da affrontare, mi parlava di cure possibili per prevenire o curare l’infezione.

Mi parlava di un evento che molti subiscono ma non conoscono nella verità dei fatti e degli accadimenti.

Dalla quarta di copertina

Cina Covid-19 offre una visione completa e inedita della storia del SARS-COV-2 e di quello che è accaduto:

  • le origini del virus, il mondo della ricerca sui virus e i batteri,
  • le caratteristiche del Covid-19, le cure possibili, i sintomi e i farmaci,
  • i suggerimenti e le informazioni utili a medici, operatori sanitari, ricercatori e a tutti coloro che sono impegnati nella battaglia,
  • i suggerimenti a livello normativo per evitare che questa tragedia possa accadere di nuovo,
  • i protocolli e gli strumenti di diagnosi che abbiamo a disposizione,
  • la necessità di una migliore gestione del rischio che dovrebbe coinvolgere a livello internazionale più parti e sfruttare i moderni strumenti di raccolta ed elaborazione dei dati.

Un’opera rivelazione offerta a tutti come un atto di amore per l’umanità.

Il professor Tritto e il suo team hanno lavorato al saggio con pazienza certosina, in una situazione in continua evoluzione, verificando con grande rigore tutte le informazioni, gli studi e le ricerche alle quali hanno attinto, ottenendo un risultato che senza ombra di dubbio è sorprendente.

Estratto dal libro

L’anno della Chimera è iniziato, inizio a trascrivere la cronaca di una epidemia annunciata dell’anno della Chimera 2020, attraverso la lente distopica di un medico occidentale.

Perché mi accingo a trascrivere la cronaca di questi avvenimenti sorprendenti e dolorosi dell’anno del topo metallo: il vociare mediatico è troppo assordante e confuso, la mia vuole essere una testimonianza di cittadino del mondo e di operatore di scienza e di medicina applicata, in quarantena come tutti ed in prima linea come medico e ricercatore.

La mia vuole essere la ricerca della verità dei fatti e della evidenza cronologica dell’evolversi della epidemia, la testimonianza della sofferenza delle persone colpite dalla infezione virale, la critica ragionata delle verità assunte o presunte della scienza medica, la voce indipendente delle proposte dalla ricerca scientifica e tecnologica, lo scrutatore delle analisi dei determinanti sociali delle comunità umane coinvolte e sconvolte dalla pandemia.

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