È giunta l’era del lavoratore povero, scemo e che non si ribella

di Valerio Lo Monaco

L’uomo è un animale adattabile: si adatta anche alle cose che dovrebbe ripudiare. Ci adattiamo a mangiare cibo spazzatura, a respirare veleni, a stare in coda un’ora al mattino in tangenziale per andare al lavoro e un’altra ora la sera per tornare a casa.

Lavoratori poveri Ma gli adattamenti più subdoli sono quelli che riguardano stili di vita che inducono cambiamenti antropologici. Uno di questi riguarda una nuova figura sociale della nostra contemporaneità. Una figura sociale sconosciuta nella storia precedente: è la figura sociale del “lavoratore povero”.

Cioè di colui che, pur lavorando, si trova in uno stato di povertà. Pur lavorando e percependo uno “stipendio” – diciamo così – riesce a malapena a far fronte alle sue necessità di base.

Una volta c’erano gli schiavi e c’erano i padroni. Poi i padroni sono rimasti. E agli schiavi è stato concesso un salario per accedere al consumo che li avrebbe fatti rimanere in cattività senza lamentarsene troppo.

Un sistema messo a punto per consentire ai pochi privilegiati di continuare a rimanere tali, e anzi di continuare ad aumentare le proprie ricchezze. E ha funzionato, per un po’, perché ci siamo adattati a vivere in quello stato senza senso, paradossalmente perfino gratificante, del cosiddetto modello lavora, consuma, crepa!“.

Oggi, però, che il consumo come si intendeva dieci anni fa non c’è più, cosa rimane di quel modello? Ben poco. Oggi è l’era del “lavoratore povero”. Il lavoratore che secondo il paniere Istat (cioè il costo dei dei beni di prima necessità che si devono acquistare, perché noi siamo troppo occupati a lavorare per produrceli da soli) deve avere un salario minimo di mille euro al mese. Cifra del tutto inadeguata, lo sappiamo: basta pensare a quanto costa un litro di benzina, oggi, oppure l’affitto di un monolocale in una grande città. Cosa ci si potrà mai fare con mille euro al mese? Nulla: una vita da lavoratore povero.

Eppure, a questa situazione ci siamo adattati. La consideriamo tanto normale da ambirla, andando addirittura in piazza a protestare per reclamare uno stipendio del genere. È chiaro che sia giusto protestare quando il lavoro non c’è, anche se si tratta di un lavoro del genere, che oltre a succhiare la vita non permette neppure di tornare a casa senza dover fare i conti con le bollette da pagare. Una condizione paragonabile a quella degli schiavi di una volta. Anzi, addirittura peggiore, perché almeno lo schiavo era certo di avere un posto dove dormire e di avere un piatto di cibo.


Sino a che ci saranno in piazza persone disposte a protestare, con la sola ambizione di avere un lavoro del genere, nulla potrà mai veramente cambiare.

Protestare per rivendicare un lavoro del genere, per ambire dunque a diventare schiavi, è come ostinarsi ad asciugare l’acqua caduta a terra da un lavandino otturato, senza rendersi conto che bisogna chiudere il rubinetto, invece di lasciarlo aperto.

La televisione – si dice – non fa che rispecchiare il mondo come è diventato. È vero, ma è anche vero che essa stessa contribuisce a formare quel mondo che poi racconta. E allora, se è vero che i lavori oggi disponibili non rispecchiano che il mondo nel quale viviamo, è altresì vero che noi continuiamo a perpetrare questo stesso mondo, decidendo di continuare ad adeguare le nostre pretese al minimo, continuando a ritenerlo normale e ineluttabile. Addirittura, nella speranza di farne parte.

Articolo di Valerio Lo Monaco

Fonte: http://www.informazionelibera.net/giunta-lera-del-lavoratore-povero-scemo-non-si-ribella/

Libri e varie...

Piccola Guida al Consumo Critico

Acquisti responsabili e stili di vita etici 2.0 - Con 10 infografiche

PICCOLA GUIDA AL CONSUMO CRITICO
Acquisti responsabili e stili di vita etici 2.0 - Con 10 infografiche

Una piccola guida per passare dal dire al comprare.
 Perché le nostre scelte quotidiane possono cambiare il mondo. Questo libro non solo raccoglie, seleziona e illustra in modo chiaro le prassi quotidiane di consumo critico - dal cibo ai vestiti, dai cosmetici ai prodotti per l'igiene di casa - ma spiega come adottare "stili di vita” responsabili. Una mappatura sintetica ed esaustiva, a partire dai criteri per stilare la nostra "lista della spesa". Scegliere prodotti rispettosi dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori è semplice: i Gruppi d'acquisto solidali, le botteghe del commercio equo e solidale, i nuovi mercati contadini ma anche il web sono i luoghi reali o virtuali dove è possibile fare acquisti, con una stretta di mano o utilizzando le più recenti tecnologie.
 Una guida "biologica, a filiera corta e KmO", che - oltre alla spesa quotidiana - spiega come aprire un conto in una banca "etica", mantenere un'impronta ecologica leggera, usare energie da fonti rinnovabili e una mobilità a bassa COz. viaggiare in punta di piedi con il turismo responsabile. Tutte le informazioni sulle "reti di economia solidale" per chi vuole impegnarsi in prima persona.
 Il libro è completato da 10 infografiche, che permettono al lettore di cogliere in un solo sguardo le principali prassi di consumo consapevole, dal funzionamento dei Gas alla finanza etica.
 Quali sono i criteri per fare la nostra lista della spesa?
 Il consumo critico prende in considerazione - prima ancora del prezzo e della qualità - gli effetti sociali e ambientali dell'intero ciclo di vita di un “prodotto".
 Il “consumatore critico" orienta infatti i propri acquisti dei prodotti in base a criteri che tengono conto di numerosi fattori: tra questi possiamo citare le materie prime utilizzate, il processo produttivo, il trattamento dei lavoratori e le caratteristiche dell'azienda che le produce, le modalità di trasporto e - last but not least - quelle dello smaltimento. Ogni bene o servizio ha infatti un'Impronta" sociale e ambientale. Il "consumo critico" comprende in sintesi prodotti capaci di futuro, perché durevoli e sostenibili.
 (...) Questa è la nostra griglia per passare dal dire al comprare"....

Populismo

La fine della Destra e della Sinistra

di Alain De Benoist

POPULISMO
La fine della Destra e della Sinistra
di Alain De Benoist

Dall'elezione di Donand Trump negli Stati Uniti alla Brexit in Inghilterra: l'attualità ci dimostra che il fenomeno populista sta crescendo.
 L'aumentare della diffidenza di fasce di popolazione sempre più ampie verso i partiti di governo, il ceto politico e le classi dirigenti in generale, a beneficio di movimenti di tipo nuovo definiti populisti, è indubbiamente il fatto più rilevante delle trasformazioni del panorama politico avvenute da almeno due decenni a questa parte.
 La separazione tra il popolo e la nuova classe dominante sta crescendo sempre di più. Ovunque emergono nuove divisioni che rendono superata la vecchia contrapposizione destra-sinistra, che all'oggi può essere sostituita da quella tra il populismo e il governo di poche persone, o in un'accezione ideale, tra culture comunitarie e individualismo liberale.
 Ma che cos'è esattamente il "populismo"? Si tratta di un semplice sintomo di una crisi generale di chi ci rappresenta al potere? Di un'ideologia? Di uno stile? Oppure il populismo è fondamentalmente la manifestazione di una richiesta di democrazia di fronte a governi tecnici che vogliono paradossalmente governare senza il popolo?
 A tali domande risponde quest'opera di Alain de Benoist, che parte dall'attualità più immediata per individuare le poste in gioco politiche, sociologiche e filosofiche di un dibattito fondamentale per comprendere il passaggio epocale cui stiamo assistendo....

I Giganti del Lavoro Sociale

Grandi donne (e grandi uomini) nella storia del Welfare 1526-1939

di Bruno Bortoli

I GIGANTI DEL LAVORO SOCIALE
Grandi donne (e grandi uomini) nella storia del Welfare 1526-1939
di Bruno Bortoli

«Siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l'acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti» diceva il filosofo Bernardo di Chartres nel lontano 1150. È da questa famosa citazione, ripresa poi da Newton, che trae spunto l'idea guida di questo libro di Bruno Bortoli, uno dei massimi esperti italiani nella storia del lavoro sociale.
 E proprio ai «giganti» del social work, alle figure cardine del lavoro sociale professionale, dalle origini anglosassoni al primo Novecento italiano, è dedicata l'accurata e rigorosa ricostruzione storica che permea le pagine di questo volume.
 La nuova edizione, integrata e aggiornata con recenti contributi, presenta le biografie di oltre settanta «maestri» di questo settore. Ne emerge un universo di esperienze, sperimentazioni, idee e «vissuti» ancora poco noti: si evidenzia il grande ruolo avuto dalle donne nell'evoluzione del lavoro sociale, si scorgono l'etica, la scientificità e le relazionalità che hanno accompagnato lo sviluppo delle professionalità sociali.
 Per scoprire che forse quelle esperienze non sono preistoria, ma hanno molto da dire a chi oggi lavora nel campo dei servizi di welfare ed è impegnato a misurarsi con la rapida accelerazione delle emergenze sociali.
 Una preziosa fonte di informazioni per operatori, studiosi di servizio sociale e di sociologia. Una lettura appassionante anche per i non addetti ai lavori....

Tra il Dire e il Welfare

Lo stato sociale nel mare della crisi. esperienze e idee per un nuovo welfare equo e partecipato

di Giulio Sensi, Francesca Paini

TRA IL DIRE E IL WELFARE  - LIBRO
Lo stato sociale nel mare della crisi. esperienze e idee per un nuovo welfare equo e partecipato
di Giulio Sensi, Francesca Paini

Come salvarci dal "welfare west"?
 La cura è il "welfare di relazione", di cui sono protagonisti insieme comuni, aziende, terzo settore, cittadini.
 "Non ce lo possiamo più permettere", è il mantra che ripetono da anni gli addetti ai lavori: lo Stato sociale è da smantellare, perché mancano i soldi. Nessuno però ci spiega con chiarezza quanto costa davvero, come funziona e quali tagli sta subendo il welfare.
 Questo libro avvicina con semplicità il lettore al sistema di welfare italiano, in primis locale, e scopre che "tra il dire e il welfare" esistono buone prassi che vedono insieme protagonisti enti pubblici, aziende, mondo no profit e i cittadini stessi. Storie inedite di welfare responsabile e quotidiano, dal ristorante sociale al mutuo soccorso, dal microcredito alle cooperative antimafia.
 Un welfare solidale, che non guarda alla singola prestazione ma al benessere di tutta la società. Scrive nel suo intervento don Giacomo Panizza, anima di Progetto Sud: "Questa è la bellezza di essere cittadini e cittadine, di rinnovarsi come persone che vivono a testa alta, di dare un nuovo senso e una nuova organizzazione alla vita".
 Con un'intervista al sociologo Cristiano Gori....

Sistemi di Potere

conversazioni sulle nuove sfide globali

di Noam Chomsky, Barsamian David

SISTEMI DI POTERE  - LIBRO
Conversazioni sulle nuove sfide globali
di Noam Chomsky, Barsamian David

In questa serie di colloqui, l'ottantacinquenne linguista e politologo statunitense analizza il mondo contemporaneo e le tensioni che animano, denunciando i "sistemi di potere" - governi, organismi finanziari, multinazionali - che alimentano divisioni nella società allo scopo di assoggettare gli individui.
 A finire sotto il suo sguardo chirurgico non è solo il nuovo imperialismo americano, che perpetua persino sotto Obama strategie consolidate, ma anche potere, più recente e oramai forse più invasivo, del capitale finanziario transnazionale, che ha scalzato quello legato all'industria e al commercio.
 È il potere delle multinazionali, della BCE e dei fautori dell'austerity, che impoverisce il ceto medio e tiene sotto scacco l'Europa. Sono questi "sistemi" a muovere una nuova guerra di classe contro i lavoratori e la società, una guerra che non può che essere "unilaterale".
 Al servizio del potere, oggi come sempre, la macchina della propaganda, che induce nuovi bisogni e crea sottomissione.
 "Il potere non si suicida", dice Chomsky, ma alcune forme di democrazia partecipata e di cittadinanza attiva emergono a contrastare la sua forza schiacciante: il movimento Occupy e gli indignados, la gestione operaia delle fabbriche, le rivolte della Primavera araba dimostrano che lottare per migliorare le cose è possibile. A patto di non sedersi davanti alla tv: Chomsky interviene qui, infatti, anche su questioni di politica culturale......

Liberismo, Libertà, Democrazia

Concorrenza e innovazione

di Pascal Salin

LIBERISMO, LIBERTà, DEMOCRAZIA
Concorrenza e innovazione
di Pascal Salin

"Non c'è libertà senza proprietà, che e a sua volta il fondamento della responsabilità"; ma "il fondamento della proprietà risiede sempre in un atto di creazione, quindi è inseparabile dalla natura stessa dell'uomo". Le ricchezze, afferma Pascal Salin, docente universitario ed economista di fama internazionale, vengono create e non esistono al di fuori dello sforzo umano.
 In questo libro, preceduto da una esauriente presentazione di Dario Antiseri, l'autore ci introduce alle dottrine liberiste tanto discusse negli anni '80 e '90....
DALLO STATO SOCIALE ALLO STATO PREDATORE  - LIBRO
La storia nascosta dell'eurozona... e come sfuggire alla corsa nel precipizio
di Alain Parguez

Per ricercare quei piccoli indizi che sfuggono a chi controlla i nostri indirizzi culturali e, mostrando crepe e contraddizioni nel sistema di pensiero che ci è proposto come unico legittimo, permettono così di intravvedere ciò che si svolge realmente dietro le quinte.
 Alain Parguez è uno dei testimoni più lucidi del nostro tempo. Un pensatore attento come nessun altro alla vita e alle aspirazioni della gente comune, che denuncia chiaramente, per nome e cognome, le famiglie, le istituzioni, le multinazionali che guidano l'élite apparentemente senza volto che sta devastando il nostro continente.
 Alain Parguez, in questi dieci saggi irripetibili e inarrivabili, affianca la sua rigorosissima analisi economica e politica ad una indomita passione rivoluzionaria.
 Si muove alternando il pamphlet politico all'analisi accademica, e sembra quasi volerci dire: "scusate se spesso devo usare un linguaggio accademico e formule matematiche, ma mi servono per dimostrare agli 'economisti', anche sul terreno a loro più congeniale, e cioè quello dell'essere incomprensibili ai più, quanto sono ignoranti, falsificatori, servi e in malafede..."....

Dallo Stato Sociale allo Stato Predatore

La storia nascosta dell'eurozona... e come sfuggire alla corsa nel precipizio

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Per ricercare quei piccoli indizi che sfuggono a chi controlla i nostri indirizzi culturali e, mostrando crepe e contraddizioni nel sistema di pensiero che ci è proposto come unico legittimo, permettono così di intravvedere ciò che si svolge realmente dietro le quinte.

Alain Parguez è uno dei testimoni più lucidi del nostro tempo. Un pensatore attento come nessun altro alla vita e alle aspirazioni della gente comune, che denuncia chiaramente, per nome e cognome, le famiglie, le istituzioni, le multinazionali che guidano l'élite apparentemente senza volto che sta devastando il nostro continente.

Alain Parguez, in questi dieci saggi irripetibili e inarrivabili, affianca la sua rigorosissima analisi economica e politica ad una indomita passione rivoluzionaria.

Si muove alternando il pamphlet politico all'analisi accademica, e sembra quasi volerci dire: "scusate se spesso devo usare un linguaggio accademico e formule matematiche, ma mi servono per dimostrare agli 'economisti', anche sul terreno a loro più congeniale, e cioè quello dell'essere incomprensibili ai più, quanto sono ignoranti, falsificatori, servi e in malafede...".

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