È giunta l’era del lavoratore povero, scemo e che non si ribella

di Valerio Lo Monaco

L’uomo è un animale adattabile: si adatta anche alle cose che dovrebbe ripudiare. Ci adattiamo a mangiare cibo spazzatura, a respirare veleni, a stare in coda un’ora al mattino in tangenziale per andare al lavoro e un’altra ora la sera per tornare a casa.

Lavoratori poveri Ma gli adattamenti più subdoli sono quelli che riguardano stili di vita che inducono cambiamenti antropologici. Uno di questi riguarda una nuova figura sociale della nostra contemporaneità. Una figura sociale sconosciuta nella storia precedente: è la figura sociale del “lavoratore povero”.

Cioè di colui che, pur lavorando, si trova in uno stato di povertà. Pur lavorando e percependo uno “stipendio” – diciamo così – riesce a malapena a far fronte alle sue necessità di base.

Una volta c’erano gli schiavi e c’erano i padroni. Poi i padroni sono rimasti. E agli schiavi è stato concesso un salario per accedere al consumo che li avrebbe fatti rimanere in cattività senza lamentarsene troppo.

Un sistema messo a punto per consentire ai pochi privilegiati di continuare a rimanere tali, e anzi di continuare ad aumentare le proprie ricchezze. E ha funzionato, per un po’, perché ci siamo adattati a vivere in quello stato senza senso, paradossalmente perfino gratificante, del cosiddetto modello lavora, consuma, crepa!“.

Oggi, però, che il consumo come si intendeva dieci anni fa non c’è più, cosa rimane di quel modello? Ben poco. Oggi è l’era del “lavoratore povero”. Il lavoratore che secondo il paniere Istat (cioè il costo dei dei beni di prima necessità che si devono acquistare, perché noi siamo troppo occupati a lavorare per produrceli da soli) deve avere un salario minimo di mille euro al mese. Cifra del tutto inadeguata, lo sappiamo: basta pensare a quanto costa un litro di benzina, oggi, oppure l’affitto di un monolocale in una grande città. Cosa ci si potrà mai fare con mille euro al mese? Nulla: una vita da lavoratore povero.

Eppure, a questa situazione ci siamo adattati. La consideriamo tanto normale da ambirla, andando addirittura in piazza a protestare per reclamare uno stipendio del genere. È chiaro che sia giusto protestare quando il lavoro non c’è, anche se si tratta di un lavoro del genere, che oltre a succhiare la vita non permette neppure di tornare a casa senza dover fare i conti con le bollette da pagare. Una condizione paragonabile a quella degli schiavi di una volta. Anzi, addirittura peggiore, perché almeno lo schiavo era certo di avere un posto dove dormire e di avere un piatto di cibo.


Sino a che ci saranno in piazza persone disposte a protestare, con la sola ambizione di avere un lavoro del genere, nulla potrà mai veramente cambiare.

Protestare per rivendicare un lavoro del genere, per ambire dunque a diventare schiavi, è come ostinarsi ad asciugare l’acqua caduta a terra da un lavandino otturato, senza rendersi conto che bisogna chiudere il rubinetto, invece di lasciarlo aperto.

La televisione – si dice – non fa che rispecchiare il mondo come è diventato. È vero, ma è anche vero che essa stessa contribuisce a formare quel mondo che poi racconta. E allora, se è vero che i lavori oggi disponibili non rispecchiano che il mondo nel quale viviamo, è altresì vero che noi continuiamo a perpetrare questo stesso mondo, decidendo di continuare ad adeguare le nostre pretese al minimo, continuando a ritenerlo normale e ineluttabile. Addirittura, nella speranza di farne parte.

Articolo di Valerio Lo Monaco

Fonte: http://www.informazionelibera.net/giunta-lera-del-lavoratore-povero-scemo-non-si-ribella/

Libri e varie...

Populismo

La fine della Destra e della Sinistra

di Alain De Benoist

POPULISMO
La fine della Destra e della Sinistra
di Alain De Benoist

Dall’elezione di Donand Trump negli Stati Uniti alla Brexit in Inghilterra: l’attualità ci dimostra che il fenomeno populista sta crescendo.
 L’aumentare della diffidenza di fasce di popolazione sempre più ampie verso i partiti di governo, il ceto politico e le classi dirigenti in generale, a beneficio di movimenti di tipo nuovo definiti populisti, è indubbiamente il fatto più rilevante delle trasformazioni del panorama politico avvenute da almeno due decenni a questa parte.
 La separazione tra il popolo e la nuova classe dominante sta crescendo sempre di più. Ovunque emergono nuove divisioni che rendono superata la vecchia contrapposizione destra-sinistra, che all’oggi può essere sostituita da quella tra il populismo e il governo di poche persone, o in un’accezione ideale, tra culture comunitarie e individualismo liberale.
 Ma che cos’è esattamente il “populismo”? Si tratta di un semplice sintomo di una crisi generale di chi ci rappresenta al potere? Di un'ideologia? Di uno stile? Oppure il populismo è fondamentalmente la manifestazione di una richiesta di democrazia di fronte a governi tecnici che vogliono paradossalmente governare senza il popolo?
 A tali domande risponde quest’opera di Alain de Benoist, che parte dall’attualità più immediata per individuare le poste in gioco politiche, sociologiche e filosofiche di un dibattito fondamentale per comprendere il passaggio epocale cui stiamo assistendo....

Piccola Guida al Consumo Critico

Acquisti responsabili e stili di vita etici 2.0 - Con 10 infografiche

PICCOLA GUIDA AL CONSUMO CRITICO
Acquisti responsabili e stili di vita etici 2.0 - Con 10 infografiche

Una piccola guida per passare dal dire al comprare.
 Perché le nostre scelte quotidiane possono cambiare il mondo. Questo libro non solo raccoglie, seleziona e illustra in modo chiaro le prassi quotidiane di consumo critico - dal cibo ai vestiti, dai cosmetici ai prodotti per l'igiene di casa - ma spiega come adottare "stili di vita” responsabili. Una mappatura sintetica ed esaustiva, a partire dai criteri per stilare la nostra "lista della spesa". Scegliere prodotti rispettosi dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori è semplice: i Gruppi d'acquisto solidali, le botteghe del commercio equo e solidale, i nuovi mercati contadini ma anche il web sono i luoghi reali o virtuali dove è possibile fare acquisti, con una stretta di mano o utilizzando le più recenti tecnologie.
 Una guida "biologica, a filiera corta e KmO", che - oltre alla spesa quotidiana - spiega come aprire un conto in una banca "etica", mantenere un'impronta ecologica leggera, usare energie da fonti rinnovabili e una mobilità a bassa COz. viaggiare in punta di piedi con il turismo responsabile. Tutte le informazioni sulle "reti di economia solidale" per chi vuole impegnarsi in prima persona.
 Il libro è completato da 10 infografiche, che permettono al lettore di cogliere in un solo sguardo le principali prassi di consumo consapevole, dal funzionamento dei Gas alla finanza etica.
 Quali sono i criteri per fare la nostra lista della spesa?
 Il consumo critico prende in considerazione - prima ancora del prezzo e della qualità - gli effetti sociali e ambientali dell'intero ciclo di vita di un “prodotto".
 Il “consumatore critico" orienta infatti i propri acquisti dei prodotti in base a criteri che tengono conto di numerosi fattori: tra questi possiamo citare le materie prime utilizzate, il processo produttivo, il trattamento dei lavoratori e le caratteristiche dell'azienda che le produce, le modalità di trasporto e - last but not least - quelle dello smaltimento. Ogni bene o servizio ha infatti un'Impronta" sociale e ambientale. Il "consumo critico" comprende in sintesi prodotti capaci di futuro, perché durevoli e sostenibili.
 (...) Questa è la nostra griglia per passare dal dire al comprare"....

La Rivoluzione dei Giusti

Un'alternativa alla globalizzazione dell'indifferenza

di Giuseppe Deiana

LA RIVOLUZIONE DEI GIUSTI - LIBRO
Un'alternativa alla globalizzazione dell'indifferenza
di Giuseppe Deiana

Un libro che rivendica con forza i valori eterni del coraggio,
  della mitezza, della solidarietà ed onesta!
 Questo saggio è indirizzato alla scoperta dell'universo delle donne e degli uomini che chiamiamo "giusti" (inseriti in un disegno storico ampio, non riferito solamente alla Shoah): persone normali e in qualche caso eroi civili, tessitori di verità e giustizia, di libertà e legalità, di indipendenza e diversità, di dissenso e diritti umani, con il volto della concretezza e dell'azione, nel segno delle buone pratiche realizzate nello spazio privato e diffuse in quello pubblico.
 In questo sta la diversità, la necessità e la bellezza della storia coraggiosa dei giusti, come memoria del bene che alimenta le ragioni e le speranze dell'umanità, senza illusioni, ma anche senza rassegnazione nel dare vita alle virtù della vita civile, nelle condizioni normali e anche nelle situazioni estreme, per affermare la propria libertà e la dignità delle altre persone, per sconfiggere le infinite forme della "banalità del male" attraverso le molteplici vie della "normalità del bene" percorse lungo tutti gli orrori del Novecento e oltre, causati dal totalitarismo ideologico (nazionalismo, fascismo, nazismo, stalinismo, colonialismo, razzismo, etnicismo, militarismo, fondamentalismo, ecc.).
 Perché il farsi carico degli altri e il prendersi cura dell'umanità sono un tutt'uno inscindibile come rispetto dell'uomo nella polvere del mondo, contro la globalizzazione dell'indifferenza.
 Quella dei giusti è una vera e propria rivoluzione culturale, morale e sociale, fondata sui valori dell'empatia, dell'immaginazione, del coraggio, della reciprocità, della perseveranza, della convivenza, del dialogo e della mitezza, della responsabilità e della solidarietà, dell'onestà e della fiducia, dell'autonomia e della memoria, della speranza e della felicità. 
 Perciò, felice è l'uomo giusto....

Il Caos Prossimo Venturo

Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni

di Prem Shankar Jha

IL CAOS PROSSIMO VENTURO
Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni
di Prem Shankar Jha

Sintesi innovativa di teoria politica ed economica, Il caos prossimo venturo mette in discussione molti dei preconcetti abituali sull’impatto della globalizzazione e getta una nuova luce sulle conseguenze mondiali del processo di industrializzazione. 
 Prem Shankar Jha, uno dei massimi economisti indiani, racconta l’evoluzione del capitalismo secondo una scansione in quattro fasi, a partire dalla sua nascita nei comuni italiani fino all’attuale dimensione planetaria, evidenziando come alla fine di ogni periodo il capitalismo distrugga i propri “contenitori” per estendere lo scenario della proprie attività, dando vita a situazioni di instabilità e di violenza. Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione, dal welfare state agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. Quella che si prospetta è una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico, assieme a nuove e pericolose forme di unilateralismo e a uno scenario di guerra permanente popolato da eserciti, di soldati o terroristi, in costante attività.
 Un’opera innovatrice e pionieristica, una storia globale del capitalismo scritta da un grande studioso indiano, una riflessione sul mondo contemporaneo che nasce nel cuore del conflitto tra progresso e caos. 
Dalla Premessa di Eric Hobsbawm
«Il valore di un libro sulla situazione attuale del pianeta non si misura nel suo essere speranzoso o disincantato, ma nell’aiutarci a capirla, ovvero nel fornire una comprensione storica della crisipresente. Il libro straordinariamente intelligente, lucido e problematico di Prem Shankar Jha supera questa prova a pieni voti. È una lettura fondamentale per la prima decade di questo terzo millennio.[…] Diversamente dalla gran parte delle opere sulla globalizzazione, in genere scritte in Europa o nel Nord America, la voce di Jha ci arriva dall’India, la regione che probabilmente sarà il fulcro del mondo del xxi secolo, ma il cui spettacolare sviluppo coincide con il “caos sistemico” in cui l’economia globale si trova immersa […]. È per questo che l’autore è piú acutamente consapevole dei problemi creati dall’attuale fase della globalizzazione capitalistica, rispetto agli economisti di scuola neoliberista che esaltano le virtú del mercato, per non parlare dell’enclave degli esperti di questioni economiche».
 «Un saggio profondo, documentato e passionale. Dovrebbe essere letto da chiunque abbia a cuore il destino delle società del mondo». 
Giovanni Arrighi, Johns Hopkins University
 «Prem Jha è tra i pochi esperti di globalizzazione a venire da un paese in via di sviluppo. Il suo lavoro descrive le grandi possibilità di un mondo globale e mette in guardia dalle trappole pericolose che vi si nascondono». 
Shashi Tharoor, sottosegretario generale degli Affari pubblici delle Nazioni Unite 
 «Una delle poche analisi radicalmente nuove che viene da uno studioso non occidentale, capace di sfidare molti degli assunti ideologici che i critici della globalizzazione danno per scontati». 
Business Today
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Il Valore delle Cose

e le illusioni del capitalismo

di Raj Patel

IL VALORE DELLE COSE
E le illusioni del capitalismo
di Raj Patel

Ogni volta che comperiamo una banana il 45 per cento di ciò che paghiamo va al rivenditore, il 18 per cento all'importatore, il 19 per cento viene assorbito dai costi di trasporto, mentre alla compagnia che controlla la piantagione spetta circa il 15 per cento.
 Al contadino, a colui che ha lavorato la terra e si è impegnato concretamente per far crescere il frutto, resta meno del 3 per cento: una miseria. Evidentemente c'è qualcosa che non va in un modello così iniquo di distribuzione, che non riguarda peraltro solo i beni alimentari.
 Il prezzo da noi pagato per ogni cosa, dal cibo ai beni di consumo, è sistematicamente distorto.
 Il mercato non riesce a valutare con equità il valore del lavoro, i bisogni delle persone, le necessità delle generazioni future. E quando i prezzi sono ancorati al nulla anziché ai valori reali siamo di fronte a un baratro.
 Oggi che il liberismo è saltato fragorosamente per aria anche a causa dei prezzi gonfiati delle case, è più che mai necessario tornare alla radice dei problemi. 
 È l'obiettivo ambizioso del nuovo libro di Raj Patel: un'indagine stringente che rovescia i dogmi dell'economia liberista e fornisce gli strumenti per riflettere in modo nuovo sul mondo, sul valore delle cose, sul senso di ciò che facciamo....

Rompere la Gabbia

Sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi

di Claudio Moffa

ROMPERE LA GABBIA  - LIBRO
Sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi
di Claudio Moffa

Mentre la crisi chiude le fabbriche e gli enti pubblici, crea disoccupati, distrugge i residui dello Stato sociale e affama i nostri portafogli si resta spesso disorientati sia dal linguaggio volutamente astruso dei mass media e dei politici, sia dal girare a vuoto delle 'proposte' via via avanzate: per ogni passo in avanti accennato, la risposta è sempre: "dobbiamo trovare le risorse", come a dire che si deve prendere con una mano quel che si è restituito con l'altra. Un gioco al massacro.
  Ma così dal debito non si uscirà mai. 
 Decisamente in controtendenza rispetto alla cripticità con cui si è soliti affrontare queste tematiche, il libro di Claudio Moffa utilizza il linguaggio più semplice possibile per analizzare due tabù che impediscono la fuoriuscita dalla crisi: il signoraggio e il debito pubblico. Per affrontare questi due problemi occorre presa di coscienza e coraggio politico.
 Varie le possibilità:
 
 - ritornare all'emissione di banconote da parte dello Stato,
 -  riattivare la Zecca per produrre denaro, Euro o Lire che dir si voglia,
 - organizzare la ri-nazionalizzazione della Banca d'Italia.
  L'alternativa facile invece è quella di illudersi che in fondo le cose vadano bene così, continuando a far finta di non sapere.
 Soluzione "indolore" e veloce.
Ma a quel punto non ci sarebbe più nulla da dire.
 Leggi un brano estratto dal libro "Rompere la Gabbia" di Claudio Moffa Da qui la domanda tutto sommato valida ancora oggi: il conio e la stampa erano, e sono, semplicemente un servizio neutrale e senza ritorni per chi li esercita?
 La risposta è no.
 Il conio e la stampa hanno infatti un costo di produzione – lavorazione del metallo o tipografica – e un valore di circolazione – quello inciso o stampato sulla moneta o sulla banconota – che in pratica non coincidono mai e la cui differenza, anzi, è andata nel tempo sempre più aumentando: nel caso delle monete d'oro, la differenza era (è) minima o comunque minore, perché l'oro ha un alto valore in sé; nel caso delle monete metalliche di altro tipo (dall'argento al rame ai nuovi metalli da conio), la differenza aumenta perché il valore della moneta è più basso; nel caso della banconota, creata in Europa nel XVII secolo sulla scia di precedenti carte di transazione ad personam, essa diventa enorme.
 Pensiamo a quello che vediamo oggi: una banconota ha sovrastampato 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro, ma il suo costo tipografico è di pochi centesimi: 3? 10? Arriviamo pure a 30 centesimi.
 A chi vanno dunque i restanti 9.7, 19.7, 49.7, 99.7, 199.7, 499.7 euro?
 A chi va il reddito da emissione monetaria, 
tale a partire dal momento dell'immissione sul mercato delle banconote?
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 Indice Capitolo 1 - La più grave crisi della storia dell'Europa contemporanea. Che fare? La centralità del reddito da emissione monetaria
 1.1. La questione delle origini della moneta
1.2. Il controllo dell'emissione monetaria e la "rivoluzione" inglese del 1694
1.3. L'emissione monetaria nell'Italia postunitaria 
1.4. La continuità tra Fascismo e Repubblica
1.5. Dalla lettera di Andreatta a Tangentopoli: le liberalizzazioni e le fusioni del sistema bancario
1.6. Il rischio per la Banca centrale italiana
1.7. La sconfitta della DC e l'attentato di Capaci: il colpo finale alla Prima Repubblica
1.8. Il 2 giugno 1992, una strana festa della Repubblica
1.9. Le privatizzazioni e il mito della "finanza creativa"
 Capitolo 2 - Sovranità monetaria privata, debito, recessione
 2.1. La complessità e l'articolazione della questione "debito". La sovranità monetaria, quarto principio costituzionale
2.2. L'anatocismo, altra voce fondamentale del debito sovrano
2.3. Il debito insolvibile arriva in Europa: dalla Grecia all'Italia
2.4. La distinzione tra debito interno e debito estero
2.5. L'euro moneta "senza sovrano": conseguenze e possibili vie d'uscita
 Capitolo 3 - Obiettivo sovranità monetaria... le potenzialità di riuscita, il dibattito e gli effetti della possibile svolta
 3.1. La crucialità della sovranità monetaria e i principali nodi del dibattito in Italia
3.2. Il rischio della contrapposizione tra Popolo e Stato e il bluff delle monete complementari
3.3. Il localismo, l'altra faccia dell'indebolimento delle sovranità statuali da parte della finanza transnazionale
3.4. L'Euro: né dogma, né immutabile mostro
3.5. Alcuni tabù della Sinistra. Non c'è "keynesismo" senza controllo della moneta e del suo reddito
3.6. Tra la memoria di Auriti e il progetto del MTT. Domande e dubbi sulle due esperienze più avanzate emerse nel dibattito italiano
3.7. Una questione trasversale: i progetti di legge per il ripristino della sovranità monetaria. Il caso della 262/2005
3.8. L'indubitabile esistenza del signoraggio
 Capitolo 4 - Banche, finanza, moneta: pagine di storia
 4.1. Erodoto – I Cartaginesi e il "baratto muto"
4.2. Bibbia, Corano e tradizione cristiana di fronte all'usura
4.3. Due esempi della Roma antica: Giulio Cesare e Nerone
4.4. Scontro sul controllo dell'emissione monetaria nella Repubblica di Venezia del XV e XVI secolo
4.5. XVII secolo. L a Banca d'Inghilterra, il signoraggio "privato" e il debito: così le banche diventano "creditrici perpetue" degli Stati
4.6. XIX secolo: come oggi, lo strapotere della finanza, delle banche e della speculazione sull'economia reale, sulla stampa, sulla politica
4.7. Il dominio del capitale finanziario: anche il capitalismo inglese dell'Ottocento declina, sotto i suoi colpi
4.8. Globalizzazione e balcanizzazione, conservatorismo e modernizzione: fino a che punto soltanto i primi termini sono sempre congruenti, effetto e funzione dell'azione del capitale finanziario? 
4.9. Maurice Allais: il signoraggio allo Stato, unica soluzione
 Capitolo 5 - Il "passo del gambero" di Karl Marx. Il capitale finanziario dalla centralità alla marginalizzazione. Le aporìe del III Libro de Il Capitale
 5.1. Il giovane Marx e la convergenza tra borghesia produttiva e proletariato
5.2. Il III Libro de Il Capitale: come e perché Marx marginalizza il capitale finanziario
 Capitolo 6 - Marx e Pound, liberali e socialisti, cristiani e musulmani:la trasversalità della questione del signoraggio
 6.1. Il "signoraggio" e la cronologia dell'emissione monetaria in Italia
6.2. La fine del "signoraggio" di Stato
6.3. L'adesione all'eurosistema
6.4. Titoli di Stato contro banconote: il debito aumenta
6.5. Superare i tabù: la trasversalità della sovranità monetaria
6.6. Marx e Pound
6.7. Il problema del debito pubblico
 Capitolo 7 - Mezzo secolo di storia: Mattei e Madoff, dall'economia-progresso all'economia speculativa
 7.1. Miraggi e inganni della "finanza creativa"
7.2. Il ruolo degli intellettuali: storici, economisti, sociologi
 Capitolo 8 - Sindacato e Impresa, tra conflitto e alleanza conflittuale contro il capitale speculativo
 8.1. Il debito
8.2. Il signoraggio, ovvero il reddito da emissione monetaria, esiste: ecco le prove inconfutabili
8.3. L'impresa che non c'è: questa Europa non va, va riformata da capo a piedi
8.4. Il reddito da "Signoraggio" allo Stato per diffondere il lavoro dipendente e l'impresa
 Conclusioni 
 1. La moneta e la monetazione hanno un ruolo fondamentale nella Storia
2. Il reddito da signoraggio non è un'invenzione dei "complottisti", ma una realtà: esso esiste, sulla base del principio di logicità, delle dichiarazioni e delle ammissioni di studiosi e protagonisti del fenomeno, nonché delle numerose prove, a partire da quelle storiche dall'età antica fino a oggi
3. Ripensare Marx e Braudel: capitale finanziario e signoraggio facitori di Storia
4. Il signoraggio e il debito in Italia: la doppia monetazione dall'Unità ai governi Moro, la continuità tra Fascismo e Repubblica e la doppia usurpazione della sovranità monetaria dello Stato tra il 1992 e il 2000
5. Il dibattito a vuoto sulle misure anticrisi, in base a due dogmi: il signoraggio privato e il debito. Per uscire dalla gabbia, bisogna rimettere in discussione l'usurpazione della sovranità monetaria e l'intangibilità del debito
6. I sindacati e le banche: un assurdo tabù, che danneggia la buona causa del lavoro dipendente 
7. Le monete complementari, locali, regionali e le due eurozone possono essere utili, ma sono riforme monche e prive di effetti positivi, senza la riacquisizione del reddito da emissione monetaria da parte dello Stato
8. La nuova declinazione del liberismo, nell'epoca del conflitto tra capitale finanziario e capitale produttivo: "libera impresa in Stato padrone dell'emissione monetaria"
 Appendice - I Trattati europei
 1. I Trattati europei che hanno usurpato la sovranità monetaria italiana
2. La politica monetaria e la questione della sovranità monetaria nel Trattato di Maastricht
3. Il Trattato di Lisbona
4. Il Trattato di Stabilità
5. Cronologia
 Bibliografia di riferimento
Libri e saggi
Articoli e web...
DALLO STATO SOCIALE ALLO STATO PREDATORE  - LIBRO
La storia nascosta dell'eurozona... e come sfuggire alla corsa nel precipizio
di Alain Parguez

Per ricercare quei piccoli indizi che sfuggono a chi controlla i nostri indirizzi culturali e, mostrando crepe e contraddizioni nel sistema di pensiero che ci è proposto come unico legittimo, permettono così di intravvedere ciò che si svolge realmente dietro le quinte.
 Alain Parguez è uno dei testimoni più lucidi del nostro tempo. Un pensatore attento come nessun altro alla vita e alle aspirazioni della gente comune, che denuncia chiaramente, per nome e cognome, le famiglie, le istituzioni, le multinazionali che guidano l'élite apparentemente senza volto che sta devastando il nostro continente.
 Alain Parguez, in questi dieci saggi irripetibili e inarrivabili, affianca la sua rigorosissima analisi economica e politica ad una indomita passione rivoluzionaria.
 Si muove alternando il pamphlet politico all'analisi accademica, e sembra quasi volerci dire: "scusate se spesso devo usare un linguaggio accademico e formule matematiche, ma mi servono per dimostrare agli 'economisti', anche sul terreno a loro più congeniale, e cioè quello dell'essere incomprensibili ai più, quanto sono ignoranti, falsificatori, servi e in malafede..."....

Dallo Stato Sociale allo Stato Predatore

La storia nascosta dell'eurozona... e come sfuggire alla corsa nel precipizio

di Alain Parguez

Per ricercare quei piccoli indizi che sfuggono a chi controlla i nostri indirizzi culturali e, mostrando crepe e contraddizioni nel sistema di pensiero che ci è proposto come unico legittimo, permettono così di intravvedere ciò che si svolge realmente dietro le quinte.

Alain Parguez è uno dei testimoni più lucidi del nostro tempo. Un pensatore attento come nessun altro alla vita e alle aspirazioni della gente comune, che denuncia chiaramente, per nome e cognome, le famiglie, le istituzioni, le multinazionali che guidano l'élite apparentemente senza volto che sta devastando il nostro continente.

Alain Parguez, in questi dieci saggi irripetibili e inarrivabili, affianca la sua rigorosissima analisi economica e politica ad una indomita passione rivoluzionaria.

Si muove alternando il pamphlet politico all'analisi accademica, e sembra quasi volerci dire: "scusate se spesso devo usare un linguaggio accademico e formule matematiche, ma mi servono per dimostrare agli 'economisti', anche sul terreno a loro più congeniale, e cioè quello dell'essere incomprensibili ai più, quanto sono ignoranti, falsificatori, servi e in malafede...".

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