Divisione fra le persone… strumento di controllo

di Alberto Medici

Il Potere ama controllare il popolo, ed un ingrediente efficace in questo senso è creare la divisione.

Al ritrovo di fine anno scout, quest’anno, ho conosciuto un papà, medico, attualmente dirigente presso la USL di Padova, che ha passato molti anni in Africa, ed in particolare si trovava lì quando in Rwanda scoppiò la guerra civile fra Utu e Tutsi. Oltre a confermare le atrocità di cui eravamo a conoscenza (avete visto il film “Hotel Rwanda?”), la cosa che più ci ha colpito, nel suo racconto, è stata la descrizione di quanto le due etnìe vivessero in armonia, prima, al punto che quasi non sapevano di far parte di due etnìe diverse; l’integrazione era totale e solo una campagna orchestrata e pilotata dall’alto, era riuscita a contrapporre le fazioni fino all’ecatombe disumana che lì è avveuta, sotto gli occhi indifferenti ed impassibili del’ONU (che pure c’era, ma non fece assolutamente nulla per fermare il massacro).

Analogamente, durante la guerra in Bosnia, dei nostri vicini di casa ospitarono una famiglia di rifugiati durante l’estate ed il racconto della situazione pre-guerra era analogo: non c’era alcuna divisione fra musulmani e cristiani, le famiglie vivevano in armonia con rapporti inter-etnici e di buon vicinato…. fino allo scoppio della guerra.

Parlavo ieri con alcuni amici “no-vax”, i quali mi raccontavano con un po’ di dispiacere, che alcuni genitori stavano cominciando una sorta di “caccia alle streghe” perché – opportunamente montati da una stampa (di regime) assolutamente di parte e falsa – cominciano a temere che i loro figli vengano contagiati dai piccoli “untori” non vaccinati (quando in realtà è esattamente il contrario ciò che potrebbe avvenire, visto che sono i vaccinati che sono portatori del virus anche per diversi mesi… ma questo loro non lo sanno!), e quindi cercano di indagare sulle composizioni della classi e cose del genere…

Forse sono allarmismi esagerati. Forse non arriveremo mai a tanto. Ma, sapendo che il Potere ama controllare il popolo, ed un ingrediente di aiuto per un controllo più efficace è proprio la divisione, forse è meglio che stiamo attenti. E se altri alimentano l’odio e la contrapposizione, noi ravviviamo il fuoco della rappacificazione e del dialogo.

Articolo di Alberto Medici

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://www.ingannati.it/2017/09/16/divisione-fra-le-persone-strumento-controllo/

Libri e varie...
FAKE NEWS
Dalla manipolazione dell'opinione pubblica alla post-verità. Come il potere controlla i media e fabbrica l'informazione per ottenere il consenso
di Enrica Perucchietti

Fake News

Dalla manipolazione dell'opinione pubblica alla post-verità. Come il potere controlla i media e fabbrica l'informazione per ottenere il consenso

di Enrica Perucchietti

"Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare". Così scriveva il padre della scienza delle Pubbliche Relazioni Edward Bernays nel 1928 nell'incipit del saggio Propaganda, spiegando che esiste un potere invisibile che dirige le opinioni e le abitudini delle masse nei sistemi democratici.

Che cosa è cambiato nei decenni e come si sono evolute le tecniche del controllo sociale? In che modo il potere fabbrica il consenso e orienta le scelte dei cittadini? Come si inserisce in questo meccanismo l'attuale battaglia sulle fake news? Si sta cercando di introdurre il reato d'opinione e di censurare l'informazione indipendente? Che cos'è la post-verità?

Dopo i successi di Governo globale, La fabbrica della manipolazione, Unisex, Enrica Perucchietti torna ad analizzare il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie del controllo sociale, mostrando come i primi a mentire all'opinione pubblica siano proprio i media mainstream.

Riprendendo e attualizzando le tematiche portanti del capolavoro di George Orwell, 1984, l'autrice mostra come la battaglia contro le fake news intenda reprimere il dissenso e censurare l'informazione indipendente, introducendo - di fatto - lo psicoreato e impedendo alle persone non solo di esprimersi, ma persino di pensare.

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