David Icke – La crisi dei migranti? pianificata da tempo!

di David Icke

È da tempo che mi aspettavo questa crisi, perché è tutta parte dell’Agenda nascosta delle elites di potere.

<em>di David Icke</em>
<b>È da tempo che mi aspettavo questa crisi, perché è tutta parte dell’Agenda nascosta delle elites di potere.</b>
Sono esausto e ho la nausea per tutte le stupidaggini che sento. Sapete, in questo Paese (UK) abbiamo un Primo Ministro, David Cameron, che afferma che per fermare questo enorme flusso di persone, che provengono dal Medio Oriente, verso l’Europa… bisogna portare pace e stabilità in Siria.
È difficile comprendere la dimensione di menzognera ipocrisia, necessaria a quell’uomo per mettere insieme quelle parole. Ma per un mentitore professionista

Sono esausto e ho la nausea per tutte le stupidaggini che sento. Sapete, in questo Paese (UK) abbiamo un Primo Ministro, David Cameron, che afferma che per fermare questo enorme flusso di persone, che provengono dal Medio Oriente, verso l’Europa? bisogna portare pace e stabilità in Siria.

E’ difficile comprendere la dimensione di menzognera ipocrisia, necessaria a quell’uomo per mettere insieme quelle parole. Ma per un mentitore professionista come lui, fare questo, è più facile che per la maggioranza delle altre persone.

Guardate cosa significa “psicopatico” e vedrete come è fatta la personalità dei leaders del mondo, Cameron incluso. Una coincidenza? Ma non fatemi ridere. Gli psicopatici è necessario che siano al potere, perchè quelli che stanno dietro quelli che sono al potere, richiedono un comportamento psicopatico per far avanzare “il programma nascosto”.

Cameron e Obama, ma potrei dire Blair e Bush? non ha importanza, infatti, perché la stessa mano nascosta è dietro tutti loro, ecco perché non cambia mai nulla. Obama sostituisce Bush? ma l’agenda continua.

Libri e varie...

Ciò che è accaduto, non solo relativamente a Cameron e Obama, è che sistematicamente, freddamente e con deliberato calcolo, hanno armato, finanziato e addestrato ribelli, per rimuovere prima Gheddafi in Libia, mettendo a ferro e fuoco il paese con violenza, insurrezioni e poi hanno fatto lo stesso, con l’obbiettivo tuttora in corso di rimuovere Assad in Siria. E ora abbiamo l’America e la Turchia che combattono contro la Siria.

Le parole sono stronzate, sono la storia di copertina. Le azioni invece sono l’agenda (il programma dietro le quinte). È da tempo che mi aspettavo questa crisi, perché è tutta parte dell’agenda. Sono 25 anni che comunico certe notizie. Vi darò allora due ragioni per tutto questo.

La prima: ciò che vuole questa mano nascosta, è caos e sconvolgimento, perché il caos e lo sconvolgimento costituiscono la condizione più facile al mondo per poter manipolare le masse. Nel caos non avete solo l’opportunità di offrire la soluzione al problema, ovvero proseguire l’agenda per il caos che è una scusa funzionale, ma soprattutto saranno le persone stesse impaurite e sconvolte, a chiedere che offriate loro una soluzione. Quindi, se questa constaterà di uno stato di polizia, una centralizzazione del potere, più sorveglianza, riduzione delle libertà, ecc? “beh non è bello, ma dobbiamo pur venire fuori da questo caos”. Ovvero i molti daranno assenso-consenso.

Ondata immigrazioneQuesta ondata di immigranti dal Medio Oriente e dall’Africa è programmata per creare caos, ma quel che vediamo ora è niente, se permettiamo alla loro agenda di manifestarsi completamente, perché quel che vogliono è una ENORME ondata di immigranti verso l’Europa. Questo per creare caos economico e conflitti tra immigranti e popolazioni europee. 

Ma c’è un’altra ragione (anche se come detto ce ne sono tante): da decenni è in atto una guerra allo stato-nazione. L’Unione Europea è una guerra allo stato-nazione.

Una delle modalità di resistenza verso questo superstato fascista-comunista, con una dittatura centralizzata… una delle resistenze dicevo, sono i nazionalismi. Premetto che io non sono nazionalista. Mi sono incarnato su un pezzo di terra che si chiama Gran Bretagna e che in passato ha avuto altri nomi, mi piace il suo paesaggio la maggior parte della sua cultura, ma non credo che l’Inghilterra sia la nazione migliore. Non sono uno che agita bandiere di nazionalismo, né che canta inni nazionali? Se dovessi stare a cantare l’inno nazionale, penso imploderei geneticamente, per quella che è la mia visione.

Dico solo che lo stato nazione è “difeso” da chi ha un senso di nazione, da chi si identifica in una nazione. Quindi l’obbiettivo è fare a pezzi la resistenza a difendere la propria nazione. Favorire e incrementare l’immigrazione non solo in Europa ma anche in America, serve proprio a questo!

Come detto ci sono molte ragioni ma queste sono le maggiori.. Come dico da anni bisogna smettere di comprendere gli avvenimenti del mondo come fossero singoli accadimenti. Non sono isolati tra loro. Quindi per comprendere la crisi della immigrazione, dobbiamo connettere alcuni puntini, perché tutto questo è parte di un lungo processo per creare caos e giustificare così un grandissimo cambiamento globale.

Nel 2000, un gruppo che si chiamava The Project for a New American Century (Il Progetto per un Nuovo Secolo Americano) creato da Bush, che sosteneva i Repubblicani (ma non facciamoci confondere dai partiti che sono solo nomi diversi per la stessa faccia), produsse un documento che indicava una lista di paesi in cui doveva avvenire un cambio di regime, in uno scenario di guerre multiple. In questo gruppo naturalmente c’erano la Siria, l’Iraq, la Libia etc etc? ovvero tutti quei paesi che da allora sono stati sconvolti e distrutti.

Articolo di David Icke

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://altrarealta.blogspot.it/2016/09/david-icke-limmigrazione-e-una-crisi.html

Libri e varie...
LA TRATTA DEGLI SCHIAVI  - LIBRO
Migrazione Globale - Chi governa l'immigrazione e perché
di Jeffrey Kaye

Quali sono gli interessi politici ed economici che regolano questo drammatico traffico di esseri umani? Un reportage giornalistico che ci permette di portare alla luce tutte le ombre del "Fenomeno Immigrazione" e di dar voce a coloro a cui è stato negato il diritto di esistere.
 Il mondo sta sperimentando un esodo globale di dimensioni mai viste finora, ma motivato dalle stesse antiche ragioni di sempre: la ricerca di nuove opportunità e risorse. Il mondo degli affari e della finanza sfruttano in modo interessato i flussi migratori, che di conseguenza continuano, sanguinosi e incessanti.
 Le immigrazioni persistono per almeno due ragioni: la prima è che il mondo degli affari si basa sulla mobilità umana e sulla disponibilità di masse di lavoratori; la seconda è che i migranti sono in grado di aggirare qualsiasi forza od ostacolo che si frapponga tra loro e il loro obiettivo.
 È la legge della domanda e dell’offerta.
 Esattamente come il mercato della droga sfama appetiti apparentemente insaziabili, superando frontiere e controlli della polizia, così i migranti, insieme al mondo degli affari e della finanza, che li sfrutta, fanno sì che i flussi umani continuino.
 È un sistema globale che possiamo definire “capitalismo predatore”, 
 perché basato sul traffico di esseri umani.
 
 Questo libro intende riempire il vuoto esistente nel dibattito sul tema facendo luce sugli aspetti economici della vicenda – spesso volutamente trascurati – esaminando le relazioni tra migrazione e globalizzazione e le varie attività che incoraggiano, facilitano e traggono profitto dalle migrazioni, sia quelle legali che quelle illegali.
 Da parte dei politici viene utilizzata spesso la retorica per nascondere le reali motivazioni che incancreniscono il “problema immigrazione”. La questione viene posta solo in termini di controllo e di gestione, per accontentare i più bassi istinti della folla:
 qual è il modo migliore per tenere fuori dai confini gli stranieri indesiderati? 
 Come punire i milioni d’immigrati illegali che s’intrufolano oltre le frontiere
 e non rispettano i limiti del permesso di soggiorno?
 L’autore indica invece la strada su cui ci si dovrà muovere se si vorrà davvero comprendere e risolvere questo problema sociale ormai fuori controllo: perché solo tenendo conto anche delle ragioni dei migranti, i legislatori saranno finalmente in grado di elaborare delle politiche per una immigrazione razionale e umana.
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La Tratta degli Schiavi

Migrazione Globale - Chi governa l'immigrazione e perché

di Jeffrey Kaye

Quali sono gli interessi politici ed economici che regolano questo drammatico traffico di esseri umani? Un reportage giornalistico che ci permette di portare alla luce tutte le ombre del "Fenomeno Immigrazione" e di dar voce a coloro a cui è stato negato il diritto di esistere.

Il mondo sta sperimentando un esodo globale di dimensioni mai viste finora, ma motivato dalle stesse antiche ragioni di sempre: la ricerca di nuove opportunità e risorse. Il mondo degli affari e della finanza sfruttano in modo interessato i flussi migratori, che di conseguenza continuano, sanguinosi e incessanti.

Le immigrazioni persistono per almeno due ragioni: la prima è che il mondo degli affari si basa sulla mobilità umana e sulla disponibilità di masse di lavoratori; la seconda è che i migranti sono in grado di aggirare qualsiasi forza od ostacolo che si frapponga tra loro e il loro obiettivo.

È la legge della domanda e dell’offerta.

Esattamente come il mercato della droga sfama appetiti apparentemente insaziabili, superando frontiere e controlli della polizia, così i migranti, insieme al mondo degli affari e della finanza, che li sfrutta, fanno sì che i flussi umani continuino.

È un sistema globale che possiamo definire “capitalismo predatore”,

perché basato sul traffico di esseri umani.

Questo libro intende riempire il vuoto esistente nel dibattito sul tema facendo luce sugli aspetti economici della vicenda – spesso volutamente trascurati – esaminando le relazioni tra migrazione e globalizzazione e le varie attività che incoraggiano, facilitano e traggono profitto dalle migrazioni, sia quelle legali che quelle illegali.

Da parte dei politici viene utilizzata spesso la retorica per nascondere le reali motivazioni che incancreniscono il “problema immigrazione”. La questione viene posta solo in termini di controllo e di gestione, per accontentare i più bassi istinti della folla:

qual è il modo migliore per tenere fuori dai confini gli stranieri indesiderati?

Come punire i milioni d’immigrati illegali che s’intrufolano oltre le frontiere
e non rispettano i limiti del permesso di soggiorno?

L’autore indica invece la strada su cui ci si dovrà muovere se si vorrà davvero comprendere e risolvere questo problema sociale ormai fuori controllo: perché solo tenendo conto anche delle ragioni dei migranti, i legislatori saranno finalmente in grado di elaborare delle politiche per una immigrazione razionale e umana.

E questa sarebbe davvero una nuova storia...

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