Da Draghi a Soros, perché l’Italia premia sempre i propri carnefici?

di Ludovico Polastri

A Bologna laurea “honoris causa” a Mario Draghi, prossimo alla sua scadenza di mandato alla BCE.

Qualche giorno fa a Bologna è stata conferita la laurea honoris causa, alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna a Mario Draghi, prossimo alla sua scadenza di mandato alla BCE. Risulta sempre sconcertante come l’Italia premi le persone a lei nemiche; poco tempo fa, a gennaio del 2018 sempre l’università di Bologna aveva conferito un’altra laurea honoris causa a Soros, Presidente del Soros Fund e dell’Open Society Foundations, personaggio che finanzia l’immigrazione clandestina in Italia e che nel 1992 vendette allo scoperto 10 miliardi di dollari in sterline, in un’operazione pronti contro termine.

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Questa mossa, che costrinse il Regno Unito ad abbandonare il Sistema monetario europeo e che valse a Soros il soprannome di “L’uomo che sbancò la banca d’Inghilterra”, gli fruttò oltre 1 miliardo di dollari. Quel giorno, che passò alla storia con il nome di “mercoledì nero”, costò al tesoro britannico 3,4 miliardi di sterline.

Sempre nel 1992, precisamente il 16 settembre, Soros effettuò la stessa identica operazione nei confronti della lira italiana costringendoci ad uscire dallo SME e volatilizzando le riserve della Banca d’Italia.

Penso che questa università abbia perduto ampiamente la sua credibilità. In prima fila a premiare Draghi c’era Prodi, altro distruttore della nazione e fautore dell’entrata nell’Euro dell’Italia a “qualunque costo”.

Draghi nel suo discorso ha bacchettato i sovranisti affermando che “essere fuori dall’Unione Europea può portare a maggiore indipendenza nelle scelte politiche, ma non necessariamente a maggiore sovranità. Lo stesso vale per la moneta unica”. In precedenza, la maggior parte delle banche centrali europee “doveva seguire la politica della Bundesbank e dopo un decennio di esperienze deludenti se non disastroso, hanno giudicato preferibile riguadagnare la loro sovranità monetaria creando la moneta unica”“L’indipendenza nelle decisioni non garantisce sovranità”, ha detto Draghi, secondo il quale “in un mondo globalizzato i Paesi devono lavorare assieme per esercitare la loro sovranità e questo vale ancora di più nell’Ue. La cooperazione in Europa aiuta a proteggere gli Stati dalla pressioni esterne e a realizzare le loro scelte politiche”.

Insomma, quanto meno ha affermato che l’Euro è stato creato per favorire la Germania, e la moneta unica è diventata il surrogato del Marco tedesco. Quanto meno ha affermato che fuori dall’Euro la BCE farebbe di tutto per affossare le monete “traditrici”. Allora spieghi il sig. Draghi alcune contraddizioni nel mondo idilliaco che ha disegnato:

Come mai la Grecia è stata annientata e la Germania si è impossessata di porti, aereoporti, infrastrutture con una cicca di tabacco? Come mai ha ridotto un popolo in miseria con il tasso di suicidi più alto in Europa e uno dei primi al mondo?

Come mai l’Italia da quando è entrata nell’Euro, ogni tedesco ha guadagnato 23mila euro mentre ogni italiano ne ha persi 75mila? Come mai il costo dell’euro per l’Italia in 18 anni, è stato drammatico, tragico, pari a 4.300 miliardi, praticamente quasi 3 anni di PIL?

Quando avrà dato delle risposte credibili potrà, forse, prendersi quella laurea farlocca che l’università di Bologna gli ha conferito!

Articolo di Ludovico Polastri

Fonte: http://www.affaritaliani.it/politica/da-draghi-a-soros-perche-italia-premia-sempre-i-propri-carnefici-590190.html

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