Come sarà la Società post-Covid?

Il 2020 si è rivelato un anno particolare. Come risponderai tu a questa valanga di letame che sta lentamente invadendo le nostre case?

Le conseguenze dei lockdown saranno impietose su tutti. La differenza la faranno quelli che rimarranno in piedi e che non si faranno soggiogare dai trucchi della mente, dalle influenze esterne, dai telegiornali, dai post su Facebook e da tutto il putiferio che sta per arrivare. Stiamo vivendo anni di profondo cambiamento sociale. È ormai evidente…

Cosa farai tu adesso?

Cosa creeremo come società nei prossimi anni? Una massa di individui alienati dalla paura, dall’ansia, dalla rabbia e il pregiudizio? Cos’altro deve succedere perché sia chiaro a tutti che è arrivato il momento di creare un nuovo tipo di società?

Oggi la vita ci sta mettendo di fronte ad una grande scelta: decidere di vivere soli, asettici, conformi alle regole di un sistema profondamente corrotto, nel perenne scontro e vittime del sistema. Oppure fermarci per un momento e riflettere sulle ripercussioni che una società così avrà sulle prossime generazioni.

L’unica chance che abbiamo di invertire il meccanismo di questo sistema, è quello di smettere di alimentarlo giornalmente con il nostro odio, la nostra rabbia, i nostri pregiudizi, la divisione e la paura.

Libri e varie...

Non basta smettere di alimentare il mercato del nulla. Certo serve investire in altre cose, come la formazione per esempio, invece di indebitarsi comprando cose che non servono. Il fatto è che quello che più di qualunque cosa rende questo mondo così incasinato, sono i rapporti umani. È li che dobbiamo lavorare.

Ma finché ce ne andiamo in giro col nostro orgoglio, impauriti di fare esperienza dell’altro e sommersi dai nostri vecchi bagagli, le nostre inadeguatezze e i nostri giudizi, non faremo altro che creare più confusione. Si crea così altra divisione, paragone e scontro, ricamato dalla paura e dal terrore di malattie, crisi finanziarie o sconvolgimenti politici.

A qualcuno, un rassegnato per esempio, quello che sto per dire apparirà utopico, eppure voglio pensare di stare trovandomi in uno di quei punti della storia nei quali avviene un grande sconvolgimento a livello della coscienza umana.

E se fossimo proprio noi a dover cambiare le sorti del pianeta?

Se fossimo io e te a doverlo fare? Pensa a quanti altri stanno cominciando davvero a sapere certe cose, a farsi delle domande, a non accettare lo status quo per come gli viene servito. Pensa se tutti noi, insieme, facessimo il patto di cominciare davvero a conoscerci, a lavorare su noi stessi, a fare esperienza di ciò che temiamo, a mostrarci per come siamo veramente.

Immagina per un momento una società dove persone come me e te non hanno più bisogno di difendersi dal mondo, ma possono mostrarsi per ciò che sono, esprimendosi liberamente. Pensa a cosa accadrebbe! Pensa se invece di urlare le nostre opinioni, scontrandoci sul piano mentale, imparassimo a mostrarci all’altro, ascoltandoci sul piano emotivo.

L' Ascolto - LucaPozzoli - Medium

Immagina bene, per un attimo, invece di pitturare sempre un quadro negativo. Se decidessimo insieme di applicare una certa condotta di vita basata sul reciproco ascolto e sul confronto, impareremmo a rivalutare noi stessi e gli altri ed insieme potremmo davvero mutare le sorti della razza umana.

Rendiamoci conto che la specie umana si sta dirigendo verso la totale alienazione, il completo addormentamento. Quello che oggi giudichi grottesco perché sfiora l’incredibile, tra pochissimi anni sarà la “normalità” e ti ci ritroverai dentro senza saperlo.

Perché?

Perché la società riflette ciò che sta dentro ognuno di noi. Siamo noi, uno ad uno, a dover cambiare dentro, per poter vedere un cambiamento fuori. E sì. Anche tu. Anche io. Non sei esonerato per buona condotta. Sei anche tu responsabile di come vanno le cose.

Fino ad oggi la condotta di vita della maggior parte delle persone è stata dettata da governi autoritari, da dogmi, da religioni, da dottrine e da organi esterni e non direttamente sotto il nostro controllo. Questi modelli non rappresentano più nulla. È una storia finita.

Libri e varie...

Non servirebbe in realtà alcuna disciplina, né regola per sviluppare una condotta di vita sana, che rispetti tutto e tutti. Questo perché la condotta di vita di cui parlo emerge naturalmente in ogni essere umano quando ci si da modo di conoscere se stessi e gli altri. Non è il risultato di uno sforzo per raggiungere un ideale, ma di ciò che già c’è dentro ognuno di noi.

Il vero buon senso, quello che nasce dal cuore

E se non avvertiamo niente quando sentiamo queste parole, non dovremmo rifiutarle, ma porci il dubbio che magari ci siamo allontanati così tanto dal percepire la realtà della vita, da non essere più capaci di cogliere i messaggi profondi che ci vengono offerti. Il problema è che non ci conosciamo, perciò rimaniamo in balia della meccanicità del sistema. Non c’è più tempo per mettere una pezza.

Il sistema è al collasso

Se vogliamo in qualche modo cambiare rotta, il nostro comportamento non può più limitarsi al reagire agli eventi. Non c’è più margine di errore. Bisogna davvero cominciare sul serio a dedicarsi alle proprie emozioni, ai propri schemi mentali corrotti da una società consumista, individualista, fredda e calcolatrice per mutare i nostri stili di vita e permeare la collettività di vero buon senso.

E non possiamo più farlo da soli. Non basta. Dobbiamo assolutamente farlo assieme. L’impostore, il giudice interiore è un freddo calcolatore. Quelli che in tanti giudicano come i nostri demoni interiori, devono essere accettati e poi lasciati andare. È arrivato il tempo di abbandonare i capricci della personalità e cominciare a confrontarsi da persone mature che sanno guardarsi negli occhi senza pregiudizi, volenterosi di scoprirsi a vicenda.

Non parlo di cazzate new age, e non parlo neanche di fricchettoni che vivono nei boschi. Per carità. Liberi di fare ciò che volete, ma a me i comfort del nostro tempo piacciono. Soprattutto sapendo che potremmo giovarne tranquillamente senza i costanti conflitti di oggi. Parlo di rivoluzionare le nostre azioni quotidiane andando oltre le nostre credenze, i nostri condizionamenti e l’ottusità con la quale ci accaniamo nelle cose. Parlo di ritrovare quel senso di condivisione e fratellanza che ci rende esseri umani. 

Il futuro dell'umanità agli occhi della Scienza - Tom's ...

Quindi la faccenda sta nel capire se io, tu e altre migliaia di persone cominceremo davvero a sviluppare un “nuovo mondo” aperto a nuove idee, a nuove prospettive, a nuovi mercati, nuovi metodi di concepire la città, la politica, la finanza, la produzione e l’approvvigionamento di risorse. 

Questo non vuol dire starsene a casa nell’ansia e nella paura giudicando il mondo e lamentandosi della propria situazione senza fare niente. Non vuol dire neanche continuare a alimentare il meccanismo di una vita abitudinaria dove passano gli anni e ti rassegni pian piano al bianchino al bar dello sport. Bisogna portare tutto questo nel proprio lavoro, nella relazione, nella famiglia.

Bisogna saper innescare per primi la reazione a catena

Sì perché diventa una reazione a catena se cambi tu il tuo comportamento, pian piano lo fanno anche quelli attorno a te. E non sono balle. Se solo non fossimo così disconnessi, lo vedremmo chiaramente. Non siamo ancora tanti, lo ammetto, ma stiamo aumentando di numero.

Ognuno nel suo piccolo può davvero fare tanto. Senza fare inutili polemiche. Senza cercare di cambiare gli altri, ma offrendo ciò che vorremmo fosse offerto a noi. Senza battere i pugni sul tavolo come i bambini quando non otteniamo ciò che vogliamo. Senza rassegnarsi, ma accettando che c’è tanto lavoro da fare.

Non è per nulla facile. Facile è lasciare che le cose vadano male. Sarà pure impegnativo ma è l’unica cosa che può davvero cambiare le sorti del futuro dei nostri figli. Dovremmo tutti dedicare la nostra vita a conoscere noi stessi e gli altri, offrendo il nostro cuore all’altro e portando per strada emozioni positive, gratitudine, amore. 

Per farlo è mandatorio sapersi confrontare con i propri scheletri, con le proprie paure, ansie, giudizi e imparare a gestire se stessi dal profondo. Finché saremo vittime di noi stessi, non potremo che perpetuare un sistema come quello odierno.

Mi auguro che tu possa valutare bene le implicazioni di tutto quello che sta accadendo in questi mesi. Mi auguro che tu sappia distinguere le falsità dai dati di fatto e per ultimo mi auguro che tu possa scegliere di non rimanere vittima di come vanno le cose oggi e di metterti a lavoro per scoprire chi sei veramente.

Sii forte.

Fonte: https://www.expanda.it/societa-post-covid/

Libri e varie...
LO SCONTRO DELLE CIVILTà E IL NUOVO ORDINE MONDIALE
Il futuro geopolitico del pianeta nell'analisi più discussa di questi anni
di Samuel P. Huntington

Lo Scontro delle Civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale

Il futuro geopolitico del pianeta nell'analisi più discussa di questi anni

di Samuel P. Huntington

Questo libro ha una genesi curiosa e affascinante, che può spiegare il suo enorme impatto sul pubblico americano (sei edizioni in quattro mesi, best seller anche in Germania) e sul dibattito politico negli USA e nel mondo intero.
Nel 1993 la prestigiosa rivista "Foreign Affairs" pubblica un articolo dal titolo Lo scontro delle civiltà, firmato da Samuel P. Huntington. Il saggio suscita un enorme dibattito, paragonabile solo a quello suscitato da Mr. X (George Kennan), quando negli anni Quaranta tracciò le linee fondamentali della politica americana contro l'URSS e in definitiva diede inizio alla Guerra Fredda.

In questi ultimi tre anni Samuel P. Huntington ha ampliato la sua indagine e sviluppato la sua ipotesi strategica, e meglio precisato e approfondito le sue tesi. Il frutto di questo lavoro è un volume di ampio respiro, che si trova da mesi al centro dell'attenzione dei massimi esperti di relazioni internazionali e dei media di tutto il mondo. In Italia, "la Repubblica" gli ha già dedicato un'intera pagina (a firma di Romano Giachetti), ne hanno parlato tutti i più importanti organi di stampa. Huntington prende le mosse da una constatazione.

Sotto la spinta della modernizzazione, la politica planetaria si sta ristrutturando secondo linee culturali. I popoli e i paesi con culture simili si avvicinano. Le alleanze determinate da motivi ideologici o dai rapporti tra le superpotenze lasciano il campo ad alleanze definite dalle culture e dalle civiltà. I confini politici vengono ridisegnati affinché coincidano con quelli culturali... Le comunità culturali stanno sostituendo i blocchi della Guerra Fredda e le linee di faglia tra civiltà stanno diventando le linee dei conflitti nella politica globale.

Ma quali sono le grandi civiltà che stanno entrando in conflitto nello scenario globale? Da un lato naturalmente c'è il modello americano. Ma quali sono gli altri protagonisti? Qual è il peso della potenza militare e quale quello della potenza economica in questa partita per la supremazia mondiale? Che ruolo può avere l'Europa? Quale sarà il peso dell'Asia, dal Giappone al gigante cinese alle economie emergenti?

E' questo il filo conduttore del grande scenario tracciato dallo studioso americano, nel primo approfondito tentativo di comprendere l'evoluzione della politica estera dopo l'89 e il crollo del modello bipolare.

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