Chi ha Rimosso le Dighe in Spagna?

di Massimo Mazzucco

Nei giorni scorsi ho visto diversi video, e letto svariati articoli, che suggeriscono come la rimozione sistematica delle vecchie dighe in Spagna abbia contribuito al disastro di Valencia.

Il concetto che sta alla base di questa accusa è molto semplice: qualunque invaso, artificiale o naturale che sia, può servire da “serbatoio” nel caso di pioggia eccessiva. E’ evidente che, quando su una vallata si riversano improvvisamente milioni di metri cubi di acqua, la presenza di uno o più invasi può servire a rallentare la discesa a valle di quest’acqua, almeno fino a quando non si siano riempiti del tutto.

Di certo è curioso che proprio la Spagna sia il “paese leader” in Europa nella rimozione delle dighe negli ultimi 20 anni.

Negli ultimi anni il governo spagnolo ha investito la bellezza di 2.500 milioni di euro nella rimozione delle vecchie dighe, con la giustificazione che “non servono più”. Secondo lo stesso articolo, “l’eliminazione di questo tipo di infrastrutture ha provocato inondazioni nella valle del fiume Voltoya, del fiume Cega, e in decine di località ubicate nella comunità valenciana. Secondo esperti in materia, la rimozione di queste barriere riduce la capacità dei fiumi di controllare la crescita dell’acqua, aumentando il rischio per le popolazioni locali e distruggendo ecosistemi stabili“.

Talmente importante sembra essere la rimozione delle vecchie dighe, che esiste addirittura un progetto europeo, chiamato Dam Removal Europe per la rimozione delle dighe in tutta Europa.

Dalla pagina del sito, dove compare una fotografia piena di gente “entusiasta” per l’abbattimento delle dighe, leggiamo: “Dam Removal Europe (DRE) è un movimento di amanti dei fiumi, volontari, attivisti, biologi, agenzie ambientaliste e altre entità coinvolte nel management dell’acqua e nella restaurazione dell’ecosistema delle fonti d’acqua”.

Devo essere sincero, quando io vedo tutto questo “entusiasmo green” e tutto questo “amore per la natura”, specialmente se accompagnati dalla parola “Europa”, mi si drizzano le antenne. Ma forse sono solo io che sono complottista.

Potete anche fare una breve ricerca su Google per capire la dimensione del problema…

Articolo di Massimo Mazzucco

Altri articoli:

https://www.sport.es/es/noticias/actualidad/son-presas-derribadas-espana-ultimos-111106063

https://adelanteespana.com/el-gobierno-ha-invertido-2-500-millones-de-euros-en-demoler-las-presas-que-construyo-franco

Fonte: https://luogocomune.net/energia-e-ambiente/chi-ha-rimosso-le-dighe-in-spagna

QUESTA NON ME LA MANGIO

di Silvia Petruzzelli

Questa Non Me la Mangio

di Silvia Petruzzelli

Mangiare dovrebbe essere un gesto semplice.

Eppure oggi, davanti a uno scaffale o a un piatto, spesso ci ritroviamo pieni di dubbi: meglio pochi grassi o pochi zuccheri?
Le proteine aiutano davvero a dimagrire? Il sale fa sempre male? E perché ogni esperto sembra dire qualcosa di diverso?

Questa non me la mangio di Silvia Petruzzelli nasce proprio dentro questa confusione quotidiana, fatta di messaggi contraddittori, mode alimentari, slogan salutistici e pubblicità travestite da informazione.

L’autrice, biologa nutrizionista e già collaboratrice del dottor Franco Berrino, accompagna il lettore a distinguere ciò che nutre davvero da ciò che viene solo venduto come “sano”.

Non basta leggere un’etichetta: serve imparare a leggere il sistema che c’è dietro.

Il libro affronta con chiarezza i grandi temi dell’alimentazione contemporanea: zuccheri, grassi, sale, proteine, farine raffinate, cereali, cibi animali, industria alimentare e abitudini domestiche. Non propone una dieta rigida, ma un cambio di sguardo: tornare a scegliere il cibo con più autonomia, meno paura e maggiore responsabilità.

Particolare attenzione viene data ai falsi miti e alle semplificazioni che entrano ogni giorno nelle nostre case: prodotti “light”, soluzioni rapide, alimenti industriali presentati come indispensabili, messaggi che confondono il consumatore invece di aiutarlo.

Silvia Petruzzelli invita a rimettere ordine, partendo da basi semplici: ridurre zucchero e cibi raffinati, privilegiare cereali integri, scegliere farine di qualità, limitare l’eccesso di sale e proteine animali, ritrovare una cucina più essenziale e vitale.

Il valore del libro sta anche nella sua visione più ampia: l’alimentazione non riguarda solo calorie, nutrienti o peso corporeo. Coinvolge energia, volontà, equilibrio emotivo, ambiente e filiere produttive.

Anche il richiamo alla Medicina Tradizionale Cinese apre una prospettiva interessante: ciò che mangiamo può sostenere o indebolire la nostra vitalità, la nostra flessibilità e la nostra capacità di cambiare.

Leggi questo libro se…

  • ti senti disorientato davanti alle tante informazioni contraddittorie sul cibo
  • vuoi capire meglio cosa c’è dietro zuccheri, farine raffinate, sale, grassi e proteine
  • desideri scegliere con più libertà, senza farti guidare da mode, paure o pubblicità
  • vuoi portare in cucina alimenti più semplici, integri e rispettosi della salute
  • senti che cambiare alimentazione non significa punirti, ma ritrovare energia, lucidità e presenza

Riprendere in mano la propria alimentazione significa anche smettere di delegare ad altri la propria salute.

Un libro diretto, concreto e necessario per chi vuole fare pace con il cibo, ma non con le menzogne che lo circondano.

Una guida per tornare a scegliere con testa, corpo e coscienza.

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