Biden schiera i Bombardieri in Norvegia

di Mario Arpino

La corsa all’area ricca di gas e idrocarburi riaccende lo scontro Usa-Russia. Nel 2011 il Cremlino uscì dall’Accordo con Oslo per avere il pieno controllo.

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La corsa all’Artico, ricco di gas e idrocarburi, è stata oggetto di varie vicende, con la Russia sempre in allerta. Quando il ritiro dei ghiacci ha cominciato a modificare il profilo costiero ed a rendere più leggibile la pertinenza dei fondali, sono riemersi tutti i problemi latenti. Oggi è evidente che, anche senza ghiaccio, la rinnovata assertività di Vladimir Putin ha reso il campo di gioco assai sdrucciolevole. Secondo il diritto internazionale l’Artico non appartiene agli Stati, ma è amministrato dall’Autorità per i Fondali Marini, in particolare con sede in Giamaica.

Nel 1982, la “Convenzione Onu di Montego Bay” (non sottoscritta dagli Stati Uniti) stabiliva che ciascuno Stato rivierasco potesse sfruttare le risorse sottomarine in un’area entro le 200 miglia dalle coste, nel presupposto che la conformazione del fondale altro non sia se non la continuazione della propria placca continentale. Il progressivo ritiro dei ghiacci ha quindi scatenato la lizza, con Russia e Norvegia in prima fila. Nel settembre 2010 tra Mosca e Oslo veniva firmato un accordo di cooperazione nel Baltico e nell’Artico, dove la Russia acconsentiva di dividere le due zone di competenza con una linea di confine tracciata esattamente tra le isole Svalbard e la Novaya Zemlya.

Un anno dopo, tuttavia, Putin rompeva l’incanto, asserendo che sotto il profilo geopolitico, gli interessi nazionali russi sono legati all’area artica e che la Russia avrebbe espanso la propria presenza, difendendola con forza. Così, oltre alla Norvegia, anche Usa, Canada e i Paesi rivieraschi del Nord-Europa ricominciano a preoccuparsi.

Nel summit di Lisbona, in Portogallo, si era parlato di mini-Nato del Nord tra i Paesi dell’Alleanza e neutrali che insistono sull’area, ma senza comunque concludere. Tuttavia, nel 2015, veniva varato il programma di esercitazioni periodiche “Artic Challenge”.

Da qui, una serie di mosse: le forniture di armamenti Usa, la Norvegia che reintroduce la leva, i rischieramenti di velivoli dell’Alleanza (Italia compresa) ed una sconosciuta grinta della pacifica Svezia.

Il rischieramento in Norvegia dei bombardieri nucleari statunitensi B-1, non è che l’ultima scena di una rappresentazione che continua, sperando comunque che rimanga tale e non vada oltre. Sì, perché negli Usa al potere ci sono di nuovo i democratici che, negli ultimi cento anni, in quanto a guerre (talune disastrose) non hanno certo un buon record. No? Controllare per credere.

Articolo di Mario Arpino

Fonte: https://www.quotidiano.net/cronaca/biden-schiera-i-bombardieri-in-norvegia-avvertimento-a-putin-giù-le-mani-dall-artico-1.6005265

CORONAVIRUS - IL NEMICO INVISIBILE
Dalla minaccia globale al GRANDE RESET. Come la pandemia sta trasformando la nostra società
di Enrica Perucchietti, Luca D'Auria

Coronavirus - Il Nemico Invisibile

Dalla minaccia globale al GRANDE RESET. Come la pandemia sta trasformando la nostra società

di Enrica Perucchietti, Luca D'Auria

Dalla spagnola a oggi nessun nemico "invisibile" era riuscito a fare tanto. In pochi mesi il Covid-19 ha contagiato centinaia di Paesi, provocando migliaia di morti e spingendo l'OMS a dichiarare lo stato di pandemia globale.

Fin da subito i media e il web hanno favorito la diffusione del panico: la psicosi è così dilagata tra la popolazione, stravolgendo le abitudini dei cittadini, disposti anche a cedere la propria libertà in cambio della sicurezza.

A differenza delle altre nazioni, il governo italiano ha scelto di imporre l'autoisolamento, spaccando l'opinione pubblica in due, tra i sostenitori e gli oppositori del provvedimento, in passato abbiamo avuto casi simili con le epidemie di SARS, aviaria, suina, morbillo o ebola: fenomeni localizzati in alcune aree precise che sono diventati dei veri e propri "terremoti planetari".

Nulla di paragonabile all'attuale pandemia del Coronavirus: la vita di tutti noi si è trasformata, forse per sempre, in una realtà "virtuale" che ha cancellato duemila anni di storia dell'umanità.

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  • le teorie alternative alla genesi e alla diffusione del Covid-19
  • l'impatto sulla Via della Seta e le accuse della Cina agli USA
  • la teoria dello shock e la "percezione" di una minaccia globale
  • i diversi provvedimenti in Europa e le limitazioni della libertà personale per ragioni di sanità
  • il rischio di un attacco speculativo
  • il passaggio dell'uomo da animale sociale ad animale virtuale
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