Autismo non incluso nei LEA. Le Associazioni: “Impugneremo l’atto di intesa”

di Roberto Mastalia

I disturbi dello spettro autistico escono dai Lea, non saranno più garantiti dal Fondo del Servizio Sanitario Nazionale.

Cosa sono i Lea? I “Livelli essenziali di assistenza” (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse).
È successo il 10 maggio in Conferenza Unificata, con l’approvazione dell’atto di intesa che aggiorna le nuove Linee di indirizzo, in relazione ad autismo e spettro autistico. Solo un anno fa, vi era stato un timido plauso a quello che sembrava un passo avanti nel riconoscimento dell’autismo, ovvero l’entrata della patologia nei Lea, e la garanzia che ai pazienti fosse garantita dal SSN, l’erogazione di cure e servizi.

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Rifacendosi alla legge 134 del 2015, all’articolo 60 si leggeva: “Il servizio sanitario nazionale garantisce alle persone affette dai disturbi dello spettro autistico, prestazioni di diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato”

Adesso la “doccia fredda”, perché l’atto di intesa che è scaturito dalla Conferenza Unificata del 10 maggio, ha squalificato il documento precedente, cancellando di fatto la legge 134 del 2015 e l’articolo 60.

Nella revisione della linee di indirizzo è stata inserita la clausola: “tali linee di indirizzo saranno realizzate compatibilmente con le risorse disponibili a livello territoriale”.

I servizi e le cure previste per le persone affette da autismo, saranno garantiti dalle Asl solo in relazione alle risorse finanziare disponibili. Le associazioni, intanto, minacciano di impugnare l’atto di intesa. Gli autistici, quindi, rimarranno privi di cura e di assistenza, relegati allo stato di abbandono. E le famiglie al solito dovranno farsi completamente carico dell’assistenza al proprio caro.

Ricordiamo che negli ultimi 20 anni l’autismo nei bimbi è passato da 1:10.000 a 1:90. E il SSN non è in grado di fornire diagnosi né precoci né puntuali, né servizi o indicazioni realmente utili.

Manca la volontà politica di affrontare realmente la peggiore “epidemia” degli ultimi decenni. Il sostegno e l’assistenza scolastica e/o domiciliare sono assolutamente insufficienti, e l’INPS spesso si comporta in maniera illogica e illegittima.

Molte strutture, diurne e non, non sono altro che carrozzoni create ad arte per foraggiare il solito meccanismo delle cooperative, che hanno già di default servizi appaltati dagli enti pubblici. E cioè alimentare il vero cancro del tessuto sociale italiano!

Mentre la famiglie con bambini autistici sono lasciate sistematicamente sole con i loro problemi; negli ultimi anni la spesa sanitaria è stata tagliata per tutto, tranne che per i vaccini (secondo molti esperti proprio una delle cause principali dell’autismo)  per i quali sono più che triplicati!

Ancora un volta quello che sembrava un passo avanti, indietreggia irrimediabilmente.

Articolo di Roberto Mastalia

Tratto da: il sole 24 h

Fonte: http://www.radical-bio.com/sanita/autismo-fuori-dai-lea/

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