di Mauro Pili
Il piano del Ministero della Difesa scatterà, segretamente, oggi 28 aprile, nel giorno della festa dei sardi!

Il 28 aprile, Sa Die de sa Sardigna, il giorno che ricorda la ribellione del popolo sardo contro il dominio imposto e celebra la dignità del popolo sardo, l’isola viene ancora una volta trasformata in piattaforma militare, senza pudore e senza alcun rispetto!
Dai NOTAM aeronautici, i piani di volo, emerge dal 28 aprile l’attivazione di aree con “Intense activity of Unmanned Aircraft”! Tadotto: intensa attività di aeromobili senza pilota. In parole semplici: droni militari. Non piccoli droni civili, non strumenti innocui! Parliamo di sistemi usati per sorveglianza, ricognizione, acquisizione obiettivi, controllo del territorio, guerra elettronica e operazioni militari!
E dove vengono sperimentati? Non in aree desertiche, non lontano dai centri abitati, non in territori senza comunità! In Sardegna, sempre in Sardegna! Come se non bastassero già oltre 36.000 ettari sottratti da decenni ai sardi attraverso servitù militari, poligoni, basi, interdizioni permanenti, mare chiuso, pascoli bloccati, pesca fermata, campagne vietate e intere comunità costrette a convivere con il peso della militarizzazione!
Ora si allarga tutto, con una prepotenza che sconfina nella più criminale gestione delle servitù militari in Sardegna, con TSA, NFZ, NOTAM, restrizioni da superficie fino a FL110, intere porzioni dell’Isola vengono di fatto militarizzate anche fuori dai poligoni! Tutto tenuto segreto, tenuto sotto traccia nei quaderni della sicurezza aerea: carte tecniche, codici di volo, limitazioni UAS, avvisi ai piloti!
Il punto più grave è questo: tutto parte il 28 aprile! Nel giorno di Sa Die de sa Sardigna, un simbolo pesantissimo!
Ma quali droni useranno? I NOTAM non indicano il modello preciso, ma parlano chiaramente di intensa attività di aeromobili senza pilota. Tra i sistemi più plausibili in dotazione alla Difesa italiana, il più probabile è l’MQ-9 Reaper (spesso chiamato Predator B, non “Raptor”).
In predicato non è un fantasma tecnologico, ma un drone reale, già impiegato in operazioni militari internazionali! L’MQ-9 Reaper è una piattaforma MALE (Medium Altitude Long Endurance): lunga autonomia, grande raggio operativo, sorveglianza persistente, intelligence, ricognizione, acquisizione bersagli e – nelle versioni armate – attacco di precisione. È il tipo di drone utilizzato nei teatri di guerra in Afghanistan, Iraq, Siria e in numerose operazioni NATO e statunitensi.
Accanto al Reaper, altre ipotesi plausibili sono:
– RQ-7 Shadow 200: drone tattico usato per osservazione, sorveglianza e supporto operativo a quote medio-basse.
– RQ-11 Raven: micro-drone da osservazione ravvicinata, usato per pattugliamento locale e supporto terrestre.
– Falco Xplorer e altri sistemi Leonardo: piattaforme UAS per sorveglianza persistente, radar, sensori elettro-ottici e controllo del territorio.
Tradotto: non stiamo parlando di tecnologia neutra. Stiamo parlando di strumenti nati per il controllo militare e la guerra. E questi strumenti vengono fatti operare sopra la Sardegna. Nel giorno della sua festa!
Sa Die dovrebbe essere memoria di libertà. Invece, rischia di diventare il giorno dell’ennesima occupazione. Un assalto silenzioso. Tecnologico. Militare. Normalizzato. Con i droni sopra la testa e i divieti sotto i piedi.
La domanda è una sola: fino a quando la Sardegna dovrà essere il laboratorio di guerra d’Italia? La Sardegna non è un poligono. La Sardegna non è una colonia militare. La Sardegna non è una terra sacrificabile.
Basta arroganza di Stato, basta la tracotanza del Ministero della Difesa in Sardegna.
Articolo di Mauro Pili
Fonte: https://www.facebook.com/photo/?fbid=26625072540478098
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