Armando Manocchia: perché è importante andare a Votare (Ironia a denti stretti, molto stretti)

di Armando Manocchia

Perché è importante andare a votare? Prima di tutto per legittimare la democratura, cioè la dittatura travestita da democrazia.

Poi per restare nella grande famiglia Ue che ci ha permesso di non farci guerra tra eurobei – e scusate se vi pare poco. Per lavorare un giorno alla settimana in meno e guadagnare come se lavorassimo un giorno in più grazie all’euro.

Per evitare di stampare la lira. Volete mettere? Le stamperie di soldi falsi sono a Napoli e a Francoforte. Noi abbiamo ovviamente scelto Francoforte perché affetti da esterofilia.

Per avere e mantenere caro il pareggio di bilancio in Costituzione. Ma vi pare poco? Per avere uno dei debiti pubblici più alti al mondo che lasceremo almeno ad altre sette generazioni.

Per godere dei vantaggi dati dal “Patto Stato Mafia”. Per stare nella Nato che ci potrebbe difendere da eventuali attacchi da parte di Andorra o San Marino. Per restare membri della più grande onuorganizzazione criminale al mondo dopo l’OMS€. Per continuare ad essere una delle impotenze economiche mondiali.

Per essere uno tra i primi Paesi al mondo in fatto di libertà di informazione. Per essere il paese con più leggi al mondo e soprattutto per avere i processi in tempi brevi, con solo una media di 7 anni, insomma, tra in più veloci al mondo. Per avere una Giustizia giusta dove nessuno viene incarcerato in attesa di processo e dove gli errori giudiziari sono tra i primi al mondo.

Per avere imbarazzo nella scelta di trovare lavoro e mettere insieme il pranzo con la cena. Ben 12 milioni di italiani godono di questi privilegi. Per vantare la svendita di grandi e importanti aziende a livello internazionale perlopiù finanziate con soldi pubblici.

E poi mi fermo qui… perché tanto “laggente” che non capisce una beata mazza, vota e rivota gli stessi fantocci al servizio delle elites finanziarie mondialiste.

Articolo di Armando Manocchia

Fonte: https://www.imolaoggi.it/2022/07/28/armando-manocchia-perche-e-importante-andare-a-votare/

DI MORTE NON SI MUORE
di Daniela Muggia

Di Morte non si Muore

di Daniela Muggia

"Di Morte Non si Muore" è il nuovo libro della tanatologa Daniela Muggia.

L'autrice ci condurrà in un'esplorazione affascinante con un piede nella tradizione e uno nella scienza, secondo l'approccio di indagine tanatologica che la distingue.

Attraverso i suoi approfonditi studi, verremmo a contatto con la forza immortale della Coscienza e i misteri della Morte, un complesso processo che non si estingue solo con il decesso fisico.

In particolare, "Di Morte Non si Muore" si soffermerà sul fenomeno del "tukdam", che l'autrice ha studiato per quattro anni e di cui questo prezioso libro è il frutto.

BONUS in esclusiva sul Giardino dei Libri: acquistando il libro su Il Giardino dei Libri riceverai IN OMAGGIO il file video mp4 (da scaricare) intitolato "Di Morte non si Muore" e potrai scaricarlo immediatamente dopo aver fatto l'ordine (ti arriverà una email con le istruzioni).

La guida approfondirà 13 casi dichiarati di "tukdam", esempi molto recenti e con tantissimi testimoni ad avvalorarne l'autenticità.

Il "tukdam" è il risultato di una costante e profonda pratica meditativa che vede il monaco tibetano morire fisicamente. Tuttavia, nonostante il decesso, la Coscienza continua ad "abitare" il corpo che non mostra alcun segno di disfacimento come il rigor mortis o la decomposizione anche a temperature ambientali elevate. 

La meditazione, quindi, si prolunga durante il processo di morte e anche dopo. Questa condizione può durare persino fino a 30 giorni dalla morte fisica!

Questo fenomeno non è solo molto interessante, ma anche importante per tutti noi, poiché dimostra che la Coscienza non è un mero prodotto del cervello come sostiene la scienza, ma è un fenomeno "non locale". Ciò significa che la Coscienza non è soggetta alla morte.

In casi estremi, il "tukdam" può produrre il cosiddetto "corpo di arcobaleno", ossia la Coscienza vive mentre il corpo si "trasforma". Può sfociare nella riduzione parziale del corpo, che diventa non più lungo di un avambraccio, arrivando addirittura a scomparire e lasciando sul posto solo unghie e capelli.

Secondo il Buddhismo, inoltre, il "tukdam" è considerato un segno di elevata realizzazione spirituale, e quindi di una vita vissuta secondo i princìpi di un'etica compassionevole.

È ritenuto un indizio certo che colui che lo esperisce sarà in grado di portare grandi benefici al mondo nella sua prossima incarnazione, e che assisterlo in questo compito meditativo sia un modo per creare con lui un legame karmico favorevole per la prossima vita.

Ha dunque un impatto spirituale fortissimo per i tibetani che, bön o buddhisti, hanno il privilegio di assistervi.

Fra queste pagine, scoprirai tante cose incredibili, come il "tukdam", i "corpi di arcobaleno" e altri fenomeni ritenuti un tempo leggende, ma che sono oggi al vaglio della scienza, che incomincia a dare ragione alla tradizione...

Infatti, secondo l'Occidente, il passaggio dalla vita alla morte è simile a un interruttore che passa da "acceso" a "spento" appena il cuore smette di battere e il cervello cessa qualsiasi attività. Un attimo prima siamo vivi, un attimo dopo morti.

Ma queste due etichette non sono capaci di cogliere il complesso processo descritto da molte tradizioni tanatologiche planetarie, prima fra tutte quella tibetana, in cui Daniela Muggia si è specializzata.

...

Un commento

  1. MICHELE MARTINISI

    La fretta sera’ la loro rovina. La IV rivoluzione industriale basata principalmente sull’interazione silicio-biologia e’ una utopia. La IA e’ allo stadio larvale, basata solo sulla potenza di calcolo. E i nostri stekeholder ( chi detiene il palo) stanno prendendo coscienza , ma questo li porta solo a fare altri ENORMI danni, perche’ comandare e’ meglio che fottere. NON VOTARE IN MASSA li scrollera’ e forse li ridimensionera’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *