Arcivescovo Schönborn: “Minaccia demografica dell’Islam in Europa”

“La demografia spaventa, l’Europa è un frutto ormai maturo per l’Islam”, dice Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna.

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In 30 anni, un terzo dei viennesi saranno musulmani. L’allarme del cardinale arcivescovo della capitale austriaca si alza forte e drammatico. “Non mancano le voci islamiche che affermano che l’Europa è un frutto maturo per l’Islam”, ha detto Schönborn. Che ha poi ribadito che è “normale sentirsi minacciati”.

Due anni fa, nel 333esimo dell’assedio turco di Vienna, il più importante presule austriaco paventò la possibilità di “una conquista islamica dell’Europa”, definendola “il terzo tentativo islamico di conquistare l’Europa”. E ancora: “Molti musulmani lo sperano e dicono che l’Europa è ormai al capolinea”.

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Questa volta non usano le spade. Usano le pance delle loro donne. E il campo di battaglia è nei nostri ospedali, dove noi stessi aiutiamo i loro soldati a venire al mondo. Quindi, oltre alla chiusura dei porti, si dovrebbero bloccare i ricongiungimenti familiari.

Fonte: https://voxnews.info/2019/12/30/arcivescovo-e-allarme-islam-minaccia-demografica/

Libri e varie...
LA NUOVA GUERRA MONDIALE
Scontro di civiltà o guerra civile islamica?
di Massimo Introvigne

La Nuova Guerra Mondiale

Scontro di civiltà o guerra civile islamica?

di Massimo Introvigne

Dalla strage degli italiani a Nasiriyya del 12 novembre 2003 alle elezioni irachene del 2005, passando per l'11 settembre dell'Europa a Madrid e per l'11 settembre dei bambini a Beslan, questo libro ripercorre una fase cruciale della Quarta guerra mondiale (la Terza è stata la guerra, cosiddetta "fredda", fra mondo libero e comunismo) che l'ultra-fondamentalismo islamico ha dichiarato all'Occidente. Un periodo in cui la nuova guerra mondiale si è precisata sempre di più anche come guerra civile all'interno dell'islam. Non fra due soli campi – "moderati e "terroristi" – ma tra una pluralità di soggetti fra cui s'intrecciano alleanze e rotture: progressisti laici (isolati e minoritari), nazionalisti, conservatori aperti alla democrazia, tradizionalisti puritani d'ispirazione saudita, fondamentalisti, ultra-fondamentalisti che organizzano o sostengono il terrorismo. Una sequela di eventi troppo numerosi per ricordarli tutti, che il testo si sforza di sottrarre alla cronaca e d'inserire in un quadro coerente. Dalle morti di 'Arafat e del fondatore di Hamas, Yasin, alle elezioni in Afghanistan, Algeria, India, Indonesia, Stati Uniti, dai conflitti fin troppo noti – Palestina, Cecenia, Iraq – alle guerre spesso dimenticate nel Sudan, nelle Filippine, in Uganda, in Congo. E sangue, tanto sangue: Fabrizio Quattrocchi, Enzo Baldoni, le teste mozzate, le autobomba, i razzi di Hamas sugli asili israeliani, la strage degli innocenti in Ossezia. È la guerra dei tre B – Bush, Blair e Berlusconi – contro Osama bin Laden, ma anche contro un pacifismo no global che sempre più spesso gioca il ruolo di alleato oggettivo del fondamentalismo islamico, sostenuto anche dalle ambiguità della Francia e delle sinistre europee. Una guerra che non registra solo sconfitte, ma anche importanti vittorie contro il terrorismo globale. Una guerra, soprattutto, che si può vincere: purché alla forza delle armi si accompagni una forza morale capace di condannare tutti i terrorismi, davvero "senza se e senza ma".
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Un commento

  1. Salvatore Aiello

    C’è ben poco da commentare di fronte ai “dati di fatto” ed alle statistiche …

    Pirandello riscriverebbe:

    Ma … “anche se non vi pare” …

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