Angela Merkel svela il Piano Mondialista: islamizzare l’Europa

di  Luciano Lago

Prima o poi le reali intenzioni dei mondialisti vengono allo scoperto, la loro determinazione nell’abbattere le radici della identità e della cultura europea, si rivela in modo incontrovertibile.

In Germania è accaduto che la Angela Merkel, la più importante statista europea e instancabile sostenitrice delle migrazioni e della società aperta, ha rivelato la sua vera intenzione rispondendo ad una osservazione di un ministro del suo governo.

Horst Seehofer, ministro dell’Interno, ha dichiarato, durante una sua intervista al giornale Bild, che “l’Islam non appartiene alla cultura della Germania, piuttosto la Germania basa la sua cultura e identità sul Cristianesimo. I mussulmani che vivono qui, ovviamente appartengono alla Germania”, ha continuato Horst Seehofer, “ma questo non significa che la Germania sia islamica o che abbia le sue tradizioni collegate con l’Islam”.

È immediatamente intervenuta a correggerlo, non richiesta, Angela Merkel, la quale ha affermato solennemente che “l’Islam è parte della cutura tedesca”, smentendo clamorosamente l’affermazione del suo ministro e, cosa ben più grave, smentendo secoli di Storia e di cultura tedesca. 

Libri e varie...

Questa affermazione fatta dalla Merkel avrà fatto rivoltare nella tomba i grandi poeti tedeschi come Gottfried von Straßburg, i grandi scrittori come Johann Wolfgang von Goethe, Heinrich Heine e Arno Schmidt, Friedrich Schlegel, Friedrich Hölderlin, letterati e commediografi come Friedrich Schlegel, August Wilhelm Schlegel, personaggi della cultura tedesca come Siegfried Kracauer, Emil Ludwig, Heinrich Mann, Klaus Mann, Thomas Mann, Rudolf Olden, Robert Neumann , Ernst Jünger, Erich Kästner e molti altri. Non risulta, invece, che nella cultura tedesca ci siano stati autori islamici, non ve ne è traccia.

Tuttavia, non bisogna meravigliarsi per queste affermazioni, la Angela Merkel, conosciuta per il suo fanatismo ideologico come uno dei principali agenti mondialisti in Europa, conduce i suoi sforzi per islamizzare la Germania e fornire ogni tipo di facilitazioni ai migranti che arrivano dal Medio Oriente dall’Asia e dall’Africa, nel suo sforzo di creare una società multiculturale tedesca ed europea, coronando il vecchio progetto del conte Kalergi, quello attuale dei Soros, dei Peter Sutherland, di Papa Bergoglio, progetto appoggiato e sospinto dall’ONU, dal FMI, dalla Goldman Sachs e dagli altri organismi sovranazionali.

Si tratta della stessa ideologia fanatica che prevede la distruzione delle identità e delle culture, che accomuna personaggi politici di primo piano come il ministro svedese Stefan Lofven, il quale ha sostenuto e condiviso l’affermazione fatta dalla Merkel, che vale anche per il suo paese, ultimamente invaso da masse di migranti islamici.

Posizioni analoghe a quelle espresse in Italia da Emma Bonino, da Laura Boldrini, Pietro Grasso e altri personaggi di primo piano del fronte mondialista e globalista, e che vertono verso l’annullamento dell’identità dei popoli e delle loro culture, nel percorso verso il nuovo mondo agognato da questi personaggi che corrisponde a quello della  “nuova società aperta” (open society) multiculturale e americanocentrica.

Come altre volte abbiamo osservato, queste idee nefaste per la sopravvivenza dei popoli europei, sono conformi al “politicamente corretto”, e come tali vengono appoggiate e diffuse da tutto il coro dei media ufficiali, dei centri di cultura, delle Università, delle Accademie, dalla cinematografia e dagli uffici di propaganda dell’Unione Europea.

Le dichiarazionni della Merkel suscitano la ripulsa di quanti conoscono a fondo la Storia e la cultura della Germania, ma sono perfettamente il linea con l’ondata di propaganda delle centrali mondialiste. E quando le nuove generazioni rimpiangeranno di aver perso il patrimonio di cultura e di identità lasciato in eredità dai loro progenitori, sapranno chi dovranno ringraziare. Questo accadrà a meno che non venga fuori un moto di risveglio e di reazione, nella coscienza delle persone che non vogliono sacrificare la loro Storia sull’altare del mondialismo globalista. Qualcuno avverte questo pericolo e qualche voce si leva nel deserto… ma è ancora troppo flebile.

Articolo di  Luciano Lago

Fonte: https://www.controinformazione.info/angela-merkel-svela-il-piano-mondialista-islamizzare-leuropa/

Libri e varie...
2084. LA FINE DEL MONDO
di Boualem Sansal

2084. La Fine del Mondo

di Boualem Sansal

Nell'Abistan – un impero cosí vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della "Grande Miscredenza".

Nessuno sa a che cosa corrisponda davvero quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l'inizio del conflitto, altri con un suo particolare episodio. Altri ancora che riguardi l'anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina, al compimento del suo cinquantesimo anno di età. In ogni caso, è da allora che l'immenso paese, che era detto semplicemente il "paese dei credenti", fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi.

La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile. Le sue tracce sono religiosamente conservate: edifici sventrati, muri crivellati, interi quartieri sepolti sotto le macerie, enormi crateri trasformati in immondezzai fumanti. Tuttavia, l'armonia piú totale regna ora nelle terre dell'Abistan. Nessuno dubita delle autorità – gli Onorevoli e gli Adepti della Giusta Fraternità e i membri dell'Apparato – cosí come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell'umanità. L'abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l'intera storia passata dell'umanità non hanno ormai piú alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Yölah sa le cose, decide del loro significato e istruisce chi vuole. Agli uomini non resta che "morire per vivere felici", come recita il motto dell'esercito abistano.

Perché, però, dubbi e sospetti si insinuano nella mente del trentacinquenne Ati al ritorno a Qodsabad, la capitale dell'impero, dopo anni trascorsi in un sanatorio arroccato su una montagna? Perché nel suo cuore si fa strada la tentazione di attraversare la Frontiera, al di là della quale, si dice, vivano i Rinnegati, i makuf, i propagandisti della Grande Miscredenza capaci di tutto?

Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, "2084. La fine del mondo" narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria.

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