Allarme sonno per i giovani: colpa (anche) di smartphone e social

Allarme sonno per gli adolescenti: tendono a dormire meno di 6 ore almeno il 10% delle notti. A 18 anni, il 75% dei ragazzi dorme meno di 8 ore e solo il 3% dorme più di 9 ore. Il loro cervello, più vulnerabile perché in pieno sviluppo, può risentire della carenza cronica di sonno.

La corretta maturazione della mente dei teenager è sotto attacco anche per via dell’abuso, sempre più frequente e sempre più precoce, di sostanze stupefacenti. È il ritratto a tinte fosche dei ragazzi italiani tratteggiato il 12 Dicembre 2017 a Milano, in occasione della presentazione del volume: “Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza”, di Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale dell’ASST FBF-Sacco di Milano, e Gianni Migliarese, psichiatra del FBF.

Studi su campioni ampi (più di 100mila ragazzi) – ha affermato Mencacci – hanno trovato una forte correlazione tra disturbi del sonno (quantità di sonno inadeguata, scarsa qualità del sonno e eccessiva sonnolenza diurna) e uso di smartphone e social network soprattutto nelle ore serali. L’insonnia agisce da detonatore ampliando la vulnerabilità individuale a differenti patologie psichiche (depressione, alterazioni dell’impulsività etc).

La deprivazione di sonno, specialmente quando è cronica, può produrre conseguenze a lungo termine in termini di formazione dei circuiti cerebrali. Il sonno infatti mantiene un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale (la capacità del cervello di modificarsi in risposta agli stimoli, di modellarsi e svilupparsi adeguatamente). E i rischi dell’utilizzo di smartphone e Pc vanno al di là dell’influsso sul sonno. L’esposizione al gaming, ad esempio, ha effetti sullo sviluppo di specifiche aree cerebrali. I videogame sono legati a un aumento di comportamenti impulsivi e aggressivi. La tecnologia, inoltre, modifica le modalità con cui i ragazzi si relazionano tra di loro.

Ci sono anche altri rischi per i giovani: il 33% degli studenti italiani (circa 800mila, dati ESPAD 2016 – European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy) ha provato almeno una droga. La più utilizzata è la Cannabis, usata almeno una volta dal 32% degli intervistati. Circa il 16% degli studenti (circa 400mila ragazzi) è un utilizzatore corrente (nell’ultimo mese) di cannabis e circa 90mila sono utilizzatori quasi quotidiani.

La sua diffusione tra i giovani è pari, se non superiore, in Italia, a quella del fumo di sigaretta. Inoltre, tra le nuove sostanze d’abuso la più utilizzata è la “cannabis sintetica” (Spice) assunta almeno una volta dall’11,6% dei ragazzi intervistati. In Italia abbiamo oggi circa 8 milioni e 200mila giovani tra i 12 e i 25 anni. Di questi – ha detto Mencacci – circa il 10% (dati Istat) si dichiara globalmente insoddisfatto della propria vita, delle relazioni amicali, familiari e della propria salute. I dati epidemiologici nazionali e internazionali riscontrano tassi simili di ragazzi con manifestazioni depressive o sintomi d’ansia. È a questi 800mila giovani che bisogna prestare attenzione, facilitando il riconoscimento di tutti quei fattori ‘tossici’ che possono favorire l’esordio e il mantenimento di patologie psichiche”, ha concluso lo psichiatra.

Fonte: http://opinione.it/societa/2017/12/13/redazione_allarme-sonno-teenager-smartphone-social/

Libri e varie...
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Le verità scientifiche sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche per la nostra salute.

Cellulari e smartphone sono diventati dispositivi onnipresenti nella vita del ventunesimo secolo – fusi con le nostre orecchie e incollati alle nostre tasche. Sarà poi vero che questi strumenti tecnologici causano il cancro?

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Questo libro, con uno stile scientifico ma divulgativo, ci aiuta a comprendere gli effetti sulla nostra salute delle radiazioni elettromagnetiche. Esse non provengono solo dai telefoni cellulari, ma anche da molti altri dispositivi che utilizziamo nelle nostre case e in ufficio ogni giorno: wifi, computer, asciugacapelli e forni a microonde. Ogni volta che attacchiamo una spina alla presa ci esponiamo, dunque, a radiazioni elettromagnetiche. È ormai generalmente accettato che venga posto un limite all'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma le aziende produttrici esercitano grandi pressioni.

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Con un capitolo speciale dedicato ai bambini perché sono quelli sottoposti a rischio maggiore.

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