10 cose che devi assolutamente sapere sulla N.A.T.O.

Cos’è veramento la NATO? E quali sono realmente le finalità per le quali è stata creata?

<b>Cos'è veramento la NATO? E quali sono realmente le finalità per le quali è stata creata?</b>
1. La NATO – Organizzazione del Trattato dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, detta anche Patto Atlantico – nasce a Washington nel 1949, con l’obiettivo ufficiale della “difesa collettiva” dei dodici Stati membri (art. 5 dello statuto) contro il nemico di allora, l’Unione Sovietica. La NATO, in realtà, verrà utilizzata negli anni per ben altri obiettivi.
2. In risposta alla nascita della NATO, nel 1955, l’Unione sovietica crea il Patto di Varsavia. Nel 1991 il Patto di Varsavia si dissolve, insieme all’URSS. La NATO però non muore. Diventa lo strumento con cui esportare “democrazia e diritti umani”
3. Nel 1999, a Washington viene siglato, dai governi dei Paesi NATO, il “nuovo concetto strategico” che cambia la natura del trattato, autorizzando interventi militari di aggressione. Il Parlamento italiano non è mai stato consultato in merito1. La NATO ? Organizzazione del Trattato dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, detta anche Patto Atlantico ? nasce a Washington nel 1949, con l’obiettivo ufficiale della “difesa collettiva” dei dodici Stati membri (art. 5 dello statuto) contro il nemico di allora, l’Unione Sovietica. La NATO, in realtà, verrà utilizzata negli anni per ben altri obiettivi.

2. In risposta alla nascita della NATO, nel 1955, l’Unione sovietica crea il Patto di Varsavia. Nel 1991 il Patto di Varsavia si dissolve, insieme all’URSS. La NATO però non muore. Diventa lo strumento con cui esportare “democrazia e diritti umani”.

3. Nel 1999, a Washington viene siglato, dai governi dei Paesi NATO, il “nuovo concetto strategico” che cambia la natura del trattato, autorizzando interventi militari di aggressione. Il Parlamento italiano non è mai stato consultato in merito.

4. Il nuovo concetto della NATO e le azioni di guerra alle quali l’Italia partecipa, violano l’art 11 della Costituzione e il Trattato di non proliferazione nucleare. Sul territorio italiano, nelle oltre centodieci basi USA/NATO, sono presenti novanta testate nucleari.

5. Grazie al “Nuovo Concetto Strategico”, la NATO inizia interventi militari d’aggressione. Nel 1999 la Nato bombarda quel che rimane della Jugoslavia: è la “guerra in Kosovo”.

6. Nel 2001, gli Usa e altri membri della NATO bombardano l’Afghanistan. Nel 2003 la NATO prende in consegna la guerra, tutt’ora in corso in questo Paese strategico per i flussi di materie prime: è la “guerra in Afghanistan”.

7. Nel 2003, Usa e alleati bombardano e invadono, senza mandato ONU, l’Iraq, reo di essersi sottratto al dominio del dollaro. Nel 2004, la NATO si coinvolge direttamente nell’Iraq occupato, su richiesta Usa: è la “guerra in Iraq”.

8. Nel 2011, la NATO con l’operazione “Unified Protector” bombarda la Libia, che per ragioni finanziarie e strategiche era da tempo nel mirino: è la “guerra in Libia”.

9. Dopo il colpo di stato del febbraio 2014 in Ucraina, la NATO, un’alleanza oggi di 28 stati membri, ha ormai nel mirino i confini della Russia. A partire dal 2003, membri e partner Nato iniziano l’opera di accerchiamento della Siria. Sul futuro di Ucraina e Siria si giocano i destini del mondo.

10. Le guerre della NATO dal 1999 ad oggi hanno prodotto centinaia di migliaia di morti, feriti, mutilati, sfollati, territori devastati, smembrati, economie fallite, destabilizzazioni estese a intere regioni. I popoli dei Paesi membri dovrebbero iniziare a chiedersi: Chi ci difende dalla NATO?

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=14171

Libri e varie...
L'ETà DEL CAOS - LIBRO
Viaggio nel grande disordine mondiale
di Federico Rampini

Immigrazione..il modello che non c'è.
 Vista dagli Stati Uniti, l'Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l'avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria.
 La Germania è un colosso economico dai piedi d'argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all'Europa un progetto nuovo, forte e convincente.
 La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l'insicurezza sociale.
 Non sta molto meglio la «mia» America.
 Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che «il paese è sulla strada sbagliata». Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.
 Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell'uomo bianco sul pianeta.
 Il pendolo della storia torna dove l'avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l'area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l'ordine antico sta franando e del nuovo non c'è traccia.
 L'Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all'economia, dall'ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India.
 C'è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall'altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell'instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è distruttive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito.
 Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.
 Non c'è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?...

L'Età del Caos

Viaggio nel grande disordine mondiale

di Federico Rampini

Immigrazione..il modello che non c'è.

Vista dagli Stati Uniti, l'Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l'avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria.

La Germania è un colosso economico dai piedi d'argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all'Europa un progetto nuovo, forte e convincente.

La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l'insicurezza sociale.

Non sta molto meglio la «mia» America.

Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che «il paese è sulla strada sbagliata». Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.

Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell'uomo bianco sul pianeta.

Il pendolo della storia torna dove l'avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l'area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l'ordine antico sta franando e del nuovo non c'è traccia.

L'Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all'economia, dall'ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India.

C'è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall'altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell'instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è distruttive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito.

Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.

Non c'è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?

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