Onde sonore e cervello

Recentemente (2010) gli scienziati hanno suggerito che certe frequenze di vibrazioni sonore, create da suoni emessi all’interno delle mura di certi Templi a Malta, siano in grado di alterare le funzioni del cervello umano, di chi si trova a portata d’orecchio.

Onde sonore e cervello“L’attività cerebrale regionale di un certo numero di volontari sani esposti a diverse frequenze di vibrazione del suono, è stata monitorata tramite EEG”, riferisce Linda Eneix, della Fondazione Studi Templi Antichi, esperta di templi a Malta.

I risultati hanno indicato che a 110 Hz i modelli di attività sulla corteccia prefrontale si spostano bruscamente, sfociando in una correlata disattivazione del centro del linguaggio e in un temporaneo spostamento del lato dominante del cervello, dall’emisfero sinistro a quello destro, relativo ai processi emotivi e creativi. Spostamento che non si è verificato a 90 Hz o a 130 Hz. 

Oltre a stimolare i lati più creativi, si rileva che in un’atmosfera del suono in risonanza con la frequenza di 110 o 111 Hz, nei volontari si è ‘accesa’ un’area del cervello che gli scienziati bio-comportamentali ritengono connessa allo stato d’animo, all’empatia e alla socializzazione. Consapevolmente o meno, le persone che hanno trascorso del tempo in tale tipo di ambiente, in presenza di un uomo dotato di voce bassa, che eseguiva un canto rituale o più semplicemente parlava, si stavano esponendo a vibrazioni che potrebbero avere effettivamente impattato sul loro pensiero”. [1]

I ricercatori dell’Università di Malta stanno confermando le scoperte con uno studio in corso. Ma l’Ipogeo non è il solo a produrre particolari effetti sonori. In uno studio condotto nel 1994, un team della Princeton University, aveva scoperto che il comportamento acustico nelle camere antiche di siti megalitici come Newgrange in Irlanda e Wayland’s Smithy in Inghilterra, era caratterizzato da una risonanza fortemente sostenuta, o “onda stazionaria”, in un intervallo di frequenza compreso tra 90 Hz e 120 Hz.

“Quando questo accade”, dice la Eneix, “ciò che sentiamo diventa distorto, misterioso. Il picco esatto di questo comportamento varia a seconda delle dimensioni della stanza e della qualità della pietra”. Andando ancora più indietro nel tempo, la Eneix indica l’antico sito di Göbekli Tepe del 10.000 a.C. situato nella Turchia meridionale. Tempio di Gobekli TepeCostruito da cacciatori-raccoglitori, secondo molti scienziati il sito è collocato nel periodo di passaggio al primo sviluppo della produzione agricola e dell’allevamento di bestiame addomesticato. Situato su una collina, è composto da una ventina di strutture tonde in pietra che erano state sotterrate. Le strutture che sono state scavate presentano enormi pilastri di pietra calcarea eretti, a forma di T. “Nel centro di un tempio circolare”, dice la Eneix, “un pilastro di calcare ‘canta’ quando colpito col palmo della mano. Ovviamente realizzato per rappresentare un essere umano con una cintura decorata e le mani alla vita scolpite in rilievo, porta simboli inspiegabili nella zona della gola”. [1]

Le più recenti scoperte di uno studio archeo acustico, indicano che gli anziani di un centro cerimoniale delle Ande risalente a 3000 anni fa, situato a Chavín de Huántar, negli altipiani centrali del Perù, praticavano una raffinata arte e scienza di manipolazione del suono in relazione all’architettura, per produrre alcuni desiderati effetti sensoriali. Con l’aiuto di forma architettonica, posizione e suoni emessi da trombe a forma di conchiglia marina,“l’oracolo” di Chavín de Huántar “parlava” agli ascoltatori dell’antico centro.

Miriam Kolar (Fellow Graduate della Stanford interdisciplinary e candidata al dottorato di ricerca presso la Stanford University) che ha presieduto lo studio, dice: “A Chavín, abbiamo rilevato le evidenze acustiche della trasmissione selettiva di suoni tra il monolito Lanzon e la piazza circolare: un sistema architettonico di filtro acustico che favorisce le frequenze sonore del “pututus di Chavín” (una sorta di tromba a forma di conchiglia marina) e della voce umana”. [2]

Il Lanzon è una statua sacra o stele che raffigura la divinità principale dell’antica cultura Chavín. Pensato per essere l’oracolo principale di Chavin per i suoi abitanti, esso è situato in una stanza all’interno del Tempio Antico, da cui partono una serie di cunicoli e passaggi sotterranei. E’ stato qindi costruito un condotto acustico per collegare l’area del monolito Lanzon con quella della piazza circolare, uno spazio all’aperto dove si svolgevano le attività cerimoniali.

Il condotto è stato specificamente progettato per filtrare e amplificare o condurre una determinata gamma di suono – cioè la speciale gamma emessa dallo strumento Chavín pututus. Le ragioni specifiche per questa configurazione acustica non sono del tutto comprese, ma studi che coinvolgono soggetti umani, indicano che gli effetti sonori che ne derivano possono essere messi in relazione agli effetti uditivi intenzionali percettivi del suono e dello spazio sugli esseri umani.

Quindi cosa significa tutto ciò? E’ curioso che queste diverse strutture antiche, separate da così tanto tempo e distanza, possano avere caratteristiche comuni che implicano una conoscenza sofisticata”, osserva la Eneix. “Gli architetti del tempo facevano e sviluppavano ognuno le proprie scoperte o avevano ereditato conoscenze particolari da qualche antica scuola di apprendimento? Questo non è dato sapersi ma tutto ciò suggerisce che queste antiche popolazioni possedevano incredibili conoscenze, molto all’avanguardia”. [1]

Note: 
[1] Linda Eneix, The Ancient Architects of Sound, Popular Archaeology Magazine, Vol. 6, March 2012.
[2] Magic Sounds of Peru’s Ancient Chavín de Huántar, Popular Archaeology Magazine, Vol. 5, December 2011.

Fonte: http://www.mednat.org/new_scienza/cimatica.htm

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