Come si manifestano gli Angeli?

L’Angelo non possiede i caratteri parzialmente antropomorfi che ci sono stati trasmessi dall’arte e dall’iconografia corrente, che lo hanno presentato come creatura dotata di poderose ali, riccioli dorati, vesti sontuose.

Albero di luceIn particolare, le ali non servirebbero a nulla, giacché egli può spostarsi istantaneamente in qualsiasi luogo a proprio piacimento. L’Angelo infatti è puro spirito, luce radiosa, vibrante energia.

Gli Angeli possono entrare in contatto con gli uomini in svariate maniere: come esseri umani, come figure di luce, sotto forma di voci, sussurri, pensieri, riflessioni, illuminazioni, sogni, visioni. In generale gli Angeli tendono a presentare connotati familiari e comprensibili alle persone oggetto delle loro apparizioni. Essi possono anche assumere l’aspetto di animali. Per esempio è lecito considerare una manifestazione angelica i corvi che, nella narrazione biblica, mattina e sera giungevano nel deserto per recare sostentamento al profeta Elia.

Sono ancora i corvi, oltre alle aquile, gli uccelli che, secondo i Pellerossa, intervengono a portare aiuto, a guarire, a recare messaggi divini. Anche sotto forma umana sono apparsi agli indiani d’America. Infatti il capo Pellerossa “Alce Nero” diede questa testimonianza: “guardai le nuvole e vidi due uomini scendere dal cielo a capofitto, come frecce puntate verso il basso; durante quella discesa cantavano canti sacri coi tuoni come tamburi”. 

Natura e caratteristiche del nostro rapporto con l’Angelo

Angelo di lucePer cominciare sembra proprio che la sua presenza e la sua assistenza non siano un “optional”, un di più non necessario e del quale quindi, volendo, si possa fare a meno. Il grande saggio, letterato e filosofo indiano Rabindranath Tagore dice: “io credo che siamo liberi, entro certi limiti, eppure sono convinto che c’è una mano invisibile, un Angelo guida, che in qualche modo, come un’elica sommersa, ci spinge avanti”.

Nella sua biografia lo psicologo Carl Gustav Jung afferma di aver rilevato, attraverso l’esame di migliaia di pazienti esaminati nella sua lunga carriera, che oltre il novanta percento della sofferenza psicologica è imputabile a carenze spirituali. Non è vero dunque che i beni materiali, la ricchezza e il successo riempiano la vita. Per essere veramente e intimamente felice l’uomo ha bisogno di ben altro, ha bisogno del pane dello spirito. Lo afferma anche Gesù: “cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte le altre cose vi saranno date in più” (Matteo 7,33). Oggi la scienza ci insegna che fenomeni come la creatività, l’intuizione, l’espansione di coscienza sono parte integrante della natura umana, e come tali vanno studiate. La conseguenza è che l’uomo, trascendendo i confini tradizionali, acquista la consapevolezza di essere parte di un Tutto, che si esprime non soltanto con la materia, ma anche con l’energia e lo spirito.

Dice Albert Einstein: “ogni essere umano è parte di un insieme chiamato universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della coscienza. Un’illusione che diventa prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione, allargando il nostro circolo di comprensione e conoscenza, sino a includervi  tutte le creature viventi e la natura intera nella sua bellezza”.

È ciò che sostiene l’olismo, una dottrina antichissima che l’uomo contemporaneo sta riscoprendo. Esso parte dalla constatazione che il pensiero razionale dell’Occidente ha sviluppato una metodologia che separa per conoscere, e conosce quindi parzialmente, realizzando di fatto una frammentazione dell’esistente.

La svolta culturale del ventesimo secolo, avviata dalla fisica quantistica e dalla scoperta di Einstein del principio della relatività, ha ribaltato la situazione precedente, prospettando una realtà universale come sistema integrato e armonico, dove ciascuno è parte indispensabile di un tutto e l’umanità è un unico corpo vivente composto da miliardi di cellule, quanti sono gli esseri umani. Questo ha aperto la strada a una nuova presa di coscienza e ha avviato la ricerca di una visione globale dell’uomo, dell’ambiente in cui vive, dell’universo intero, valorizzando la potenzialità di ogni individuo e le espressioni particolari e originali delle singole culture: questo è l’olismo.

L’era attuale offre nuove possibilità per la riconciliazione dell’uomo con se stesso, con gli altri esseri viventi, con tutto ciò che lo circonda, perché l’esistenza è una. Tornando all’Angelo, abbiamo visto che è un messaggero della divinità, quindi il suo compito principale è creare un ponte con Dio e indicare all’individuo, pur nel rispetto della sua libertà, la strada che conduce a Dio. D’altro canto egli è anche “custode” dell’individuo, che segue nella sua esistenza e protegge dalle avversità.

Alcuni sostengono che la vera funzione dell’Angelo debba essere “illuminante”, quindi dovrebbe rappresentare una guida spirituale che indirizza moralmente e aiuta nella evoluzione, alla scoperta e realizzazione del “se”, in una lunga spirale di perfezionamento progressivo, secondo una creazione che continua incessantemente in tutto l’universo. Uomini e Angeli sono divisi ma uniti, vivono in mondi paralleli ma anche complementari, quindi, questi esseri di luce, che crediamo tanto lontani, in realtà sono molto vicini.

Fonte: http://lemeravigliedellanima.blogspot.it/2014/04/come-si-manifestano-gli-angeli.html

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