Come riconoscere un “attacco psichico”

di Cristina Bassi 

Coloro che “prendono energia” ad altri, vengono chiamati “vampiri psichici”. È importante quindi riconoscere dinamiche e disturbi legati a tale fenomeno e sapere che è possibile fare qualcosa.

Attacco psichico

Attacco psichico

Questo “risucchio” di energia, avviene quando la propria energia è esaurita e deve essere “rimpiazzata”: succede così che la persona incomincia a “succhiare” energia da un altro. Non è una cosa insolita che un malato o chi si sente emozionalmente inadeguato, si trovi ad attingere la forza vitale di altri individui. Ovviamente esistono anche altre fonti, “entità”, che depauperano la nostra energia vitale, anche di questo occorre essere consapevoli. Qui affrontiamo l’aspetto più “visibile” di questo processo.

Coloro che stanno “risucchiando energia”, spesso sono inconsapevoli di ciò che stanno facendo. Tuttavia questa loro azione inconscia, può portare grande scompiglio nella vita, equilibrio e salute di chi sta loro intorno, i quali finiscono per lasciare una apertura “energetica”, a questo genere di “furti”. È importante perciò che ognuno di noi sappia, che può essere oggetto di tali fenomeni. È quindi nostra responsabilità personale stare in allerta (senza ossessioni e panico…) ed imparare alcuni modi per proteggerci e soprattutto per non diventare facile preda di simili soggetti o “entità”.

Ma qual’è il danno di un attacco psichico? Quando viene a a mancare uno scambio equo di energia, la persona “risucchiata” si sente esaurita, stanca, avvilita, mentre l’altro diventa più vitale e carico di energia.

I tratti di un “vampiro psichico”

  • vive emozioni di rifiuto o abbandono,
  • ha bisogno di essere costantemente rassicurato,
  • non si sente mai soddisfatto,
  • cerca nutrimento,
  • ha una bassa energia e si sente spesso affaticato.

Ognuno di noi, in sostanza, può avere delle tendenze “vampiristiche” che di tanto in tanto devono essere tenute sotto guardia e verificate. “Conosci te stesso” resta, quindi, la regola primaria, per una vita sana e consapevole.

I sintomi di un “attacco psichico”

  • un’aura (per chi la sa osservare) con delle falle o che si riduce,
  • stordimento, capogiro,
  • perdita di energia,
  • tensione mscolare,
  • confusione mentale,
  • mal di testa,
  • fatica cronica,
  • disturbi nel sonno,
  • irritabilità,
  • stati depressivi,
  • malattie fisiche.

Attacco psichico

Cosa fare contro gli attacchi psichici

  • Sviluppare e praticare consapevolezza: diventa consapevole di chi depaupera la tua energia e limita quindi il contatto con loro. La presa di coscienza è un passo indispensabile. Soprattutto diventa consapevole di te stesso e della realtà sottile quella che va oltre la sensorialità e fisicità, a cui ci inchiodano invece nelle varie dottrine ufficiali. Ora… la domanda sorge spontanea: e se i disturbatori fossero proprio i famigliari? Genitori, mariti, mogli, figli, fratelli, fidanzati… Quando allontanarsi o ridurre molto la frequentazione, non è visto come possibile come è ovvio in questi casi, è allora opportuno ripensare più consapevolmente al rapporto e cercare di parlare apertamente del problema.Anni fa, quando Redfield fece il suo successo con “La profezia di Celestino”, tra le tante cose che disse… una a mio avviso fu molto sensata: “name the game to stop the game”, ovvero in sostanza: chiama le cose col loro nome, per interrompere il meccanismo…(di prendere energia dall’altro). Esistono atteggiamenti di controllo sull’altro e quindi di impoverimento della sua energia vitale, che nascono da paure, profonda inconsapevolezza, distorsioni dell’ego, profonda ignoranza di cosa sia la realtà e di cosa siamo qui a fare, ma anche situazioni di parassitaggio da parte di entità di altre dimensioni.Dalla mia ricerca ed esperienza pratica, ho maturato l’idea, la convinzione che chi è profondamente parassitato da “entità” ripropone nella vita fisica-sociale-relazionale, la medesima formula, perché questa è l’informazione prevalente che elabora e conosce. Chi è “altamente controllato” ripropone controllo come forma di comunicazione e relazione. Un esempio su tutti? I governanti e governi mondiali “ufficiali”… in mano a forze (i poteri ombra) che vanno oltre il loro controllo, anche se a noi, sudditi da dominare e usare, sembrano già il vertice della piramide di potere. O… forse c’è ancora qualche dubbio, sulla tendenza dei poteri in essere, di creare società sempre più dedite al controllo mentale, fisico, spirituale dell’essere umano?
  • Anche conoscere in modo consapevole (ovvero non sul piano emozionale-deterministico) il proprio oroscopo di nascita, può aiutare ad individuare tendenze, proprie strutture energetiche, memorie del passato, impronte karmiche e direzione personale da seguire, che possono maggiormente comprometterci in questo meccanismo di risucchio energetico.
  • Nel mio percorso attuale, da anni trovo ottima la “pulizia energetica”, che puo’ essere fatta nei trattamenti di riequilibrio con la qxci-scio.
  •  Invocare Luce Bianca: visualizzare una bolla di luce bianca che circonda il proprio campo aurico (il corpo non fisico). È opportuno praticare questo esercizio, anche prima di sentirsi sotto attacco, poiché quando poi succederà, non ci sarà sicurezza, fiducia e forza per farlo per la prima volta.
  • Molto utili possono essere anche dei mantram o preghiere o affermazioni, tutto ciò che rappresenti una richiesta ed un rafforzamento del contatto con la propria anima, ed esprima una chiara cosciente intenzione.
  • Anche dei simboli di protezione sono molto efficaci. Ogni forma ha una sua frequenza e vibrazione. Nulla è senza “movimento” di energia.
  • Oggetti da portarsi addosso per schermare le interferenze. Tra le pietre ad esempio l’ossidiana nera (la pietra dei guerrieri) e la staurolite o croce di sant’andrea. Queste però devono essere ricaricate e purificate (basta farci scorrere sopra acqua corrente).

vampiri-energeticiStrumenti mentali di protezione

  • tagliare i cordoni energetici: Il mondo è pieno di relazioni malsane, in cui gli individui si “aggrappano” gli uni agli altri, sviluppando dei “cordoni” energetici che li tengano attaccati. È molto raro che nelle unioni o nelle relazioni, avvengano degli scambi alla pari. Sarebbe certo preferibile relazionarsi agli altri senza che ci siano questi cordoni che avviluppano e depauperano uno dei due, ma non accade quasi mai. Uno dei due  diventa più debole, mentre l’altro diventa più forte. Il primo… avrà dato via la sua energia vitale. L’altro, più forte, si sentirà in gran forma per un po’, ma poi l’appetito per prendere l’energia condivisa nella relazione, diverrà insaziabile…

Riassumo nel seguito e in sintesi, un paio di esercizi di visualizzazione creativa, utili per dissolvere questi cordoni energetici, che squilibrano salute e rapporti.

Infinity

a) visualizzare l’8 infinito: immagina di disegnare un 8 a forma di infinito (vedi foto) e di porre te stesso al centro di uno dei due cerchi dell’8; poni poi l’altro nell’altro cerchio di fronte a te. Quando ti senti pronto e tranquillo, immagina di separare – con un atto di volontà cosciente – questi “cerchi, tagliandoli nel punto che li unisce nel centro. Permetterai cosi ad ognuno dei due soggetti di stare in uno spazio personale, protetto, ma separato e non invadente quello dell’altro. Sembra un giochino da bimbi, ma vedrai quanto difficile può essere “staccare” le due porzioni e farle vivere autonomamente. Troverai anche che è da ripetere molte volte, perché anche quando si separasse “subito”, può’ facilmente ritornare ad unirsi. Anche perché solo uno dei due potrebbe voler portare questo equilibrio.

b) il ponte: visualizza un ponte pedonale, immaginati di essere proprio alla fine del ponte e di vedere dall’altra parte opposta, la persona con cui vuoi tagliare questo “cordone”. Quando ti senti pronto e puoi connetterti energeticamente con l’altra persona, inizia a camminare lentamente verso il centro del ponte. Fai in modo che anche l’altro cammini verso di te. Vi incontrate a mezza strada. Inizia ad entrare in contatto visivo con lui/lei, e a trasmettergli telepaticamente i tuoi stati d’animo. Non farlo per esplodere di rabbia o rancore. Questo è un tempo per liberarti dai legami, non per intensificarli…

Digli che ti dispiace per tutto ciò che puoi avergli detto e che lo ha ferito e che lo perdoni per tutte le cose che lui ha detto e fatto e che ti hanno ferito nella vostra relazione.  Auguragli il meglio nella sua vita, dopo la separazione. Quindi, voltagli le spalle e vai verso la fine del ponte. Può darsi che l’altro rimanga invece sul ponte, perché non è pronto per la “disconnessione” e deve perciò avere il suo tempo per adattarsi ad essere fuori dal tuo campo di energia.

Certamente non vogliamo essere tra coloro che succhiano energia all’altro, giusto? Ma nemmeno tra coloro che vengono vampirizzati. Quindi… ad ognuno la responsabilità e scelta perché ciò non accada. I mezzi e la conoscenza, in questo tempo, per fortuna, non mancano.

Articolo di Cristina Bassi

Fonte: http://thelivingspirits.net

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